10 domande a Axl Cendres, autrice di “La compagnia degli addii”

Nel luglio 2019, abbiamo avuto l’occasione di sottoporre le nostre domande ad Axl Cendres, autrice culto de La compagnia degli addii. È stata una delle sue ultime interviste, ed è per noi ancora più preziosa.

Quando hai deciso che avresti fatto la scrittrice?

Non credo di averlo mai deciso. Ho sempre sentito però il desiderio di raccontare storie. Un’estate, avevo sette anni e mio cugino cinque, poiché non avevamo nulla da fare, ho deciso di organizzare una caccia al tesoro con indovinelli, rompicapo da risolvere, ecc… Dopo una settimana di “avventura” mio cugino ha finalmente scoperto il foglietto finale che l’ha condotto al tesoro: una scatola piena di “pietre preziose”. Avreste dovuto vedere la sua faccia!  Pura e vera felicità, nonostante il tesoro non fosse che un mix di sassi, collanine e pietre false. Con le mie storie cerco di creare questo anche oggi: scrivo fiction, con personaggi e scene inventate, ma le emozioni che voglio trasmettere sono vere e pure come le pietre preziose di un vero tesoro.

Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?

Avete presente la scena di Titanic con il ragazzo in fondo alla barca che urla “SONO IL RE DEL MONDO!!”?  Ecco, più o meno la sensazione è stata questa!

Hai una kryptonite nella scrittura?

Credo di essere molto fortunata perché non ho kryptoniti grazie al mio super potere: avere l’immaginazione di un bambino di sette anni!

I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambino e di adesso.

Da bambina non leggevo nulla, se non il retro della scatola dei cereali! I libri non mi interessavano, preferivo passare il tempo all’aperto giocando, arrampicandomi sugli alberi, inventando straordinarie avventure… Ma oggi, se dovessi scegliere tre autori probabilmente sarebbero: Beaudelaire, che mi ha insegnato che puoi mettere del buio in un libro e renderlo comunque bellissimo, Bukowski, che mi ha insegnato a mettere dell’umorismo nelle mie storie e Dostojevski, che mi sprona sempre ad essere una scrittrice migliore.

L’aspetto positivo e quello negativo di essere una scrittrice.

Ci sono due aspetti positivi dell’essere una scrittrice: puoi bere birra gratis ai festival di letteratura e, sempre in questa occasione, puoi incontrare i tuoi lettori. Non ho trovato nessun aspetto negativo di questo mestiere.

Come scrittrice, cosa sceglieresti come mascotte/avatar/spirito animale?

Devo confessarvi una cosa: siamo in tre in realtà! Ci sono io, Axl, che rispondo alle interviste e partecipo ai vari festival, firmacopie, incontri con le scuole, ecc… Poi c’è Alex, la parte di me che esce la sera alla ricerca di drink gratis e ruba biscotti.  Infine c’è Alice, che rimane a casa a scrivere. Mi raccomando però, questo che vi ho appena detto  è un segreto! Il mio editor ci ha conosciuto tutte e tre, ma crede che in realtà siamo la stessa persona. Non deve scoprire nulla!

Raccontaci tre cose interessanti o folli di te. 

Riesco a far muovere il mio orecchio sinistro. So fare le migliori lasagne del mondo (dopo le vostre italiane ovviamente). E riesco a muovere il mio orecchio sinistro mentre cucino le lasagne.

Se non fossi una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Storyteller

Cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?

Che ADORO ogni cosa che viene dall’Italia: cibo, calcio, arte, moda e… donne. Qualche anno fa frequentavo una ragazza che mi ha fatto scoprire la bellissima letteratura italiana. LA nostra era una bellissima relazione, molto romantica, finché un giorno non mi ha lasciata via Facebook!

 

Intervista rilasciata il 13 luglio 2019.

Newsletter

Scelta della lista

Acconsento al trattamento dei dati personali secondo i termini di legge *