10 domande a Clotilde Perrin, autrice di “Le storie sottosopra di Leo e Cleo”

L’idea per “Le storie sottosopra di Leo e Cleo” è nata un po’ per caso, spinta dal desiderio di creare un libro che offrisse storie infinite. Il risultato? Un bellissimo gioco infinito di immagini! Per scoprire di più sull’autrice Clotilde Perrin le abbiamo rivolto le nostre dieci domande.

Quando hai deciso che avresti fatto la scrittrice?
Dopo Le colis rouge, un albo illustrato pubblicato dall’editore francese Rue du monde nel 2007, avevo molte idee per dei libri. Quest’albo illustrato è molto importante per me perché mi ha dato fiducia e il desiderio di presentare altri progetti agli editori. È stato pubblicato da undici anni e lo considero davvero l’inizio della mia carriera da illustratrice.

Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?
Il mio primo libro non è stato un sogno. Ero davvero molto ansiosa perché dovevo avere fede in lui. Sarebbe piaciuto alle persone? Lo avrebbero capito? Avrebbero voluto leggerlo? Quando un libro viene stampato e distribuito, sono molto preoccupata. Cerco di rassicurare me stessa ma non riesco a smettere di pensare per tutto il tempo. Non ho più controllo su di lui…fortunatamente.

Hai una kryptonite nella scrittura?
Tendo a non essere abbastanza chiara nei miei disegni, sia se sono troppo strambi o troppo dettagliati. Ma questa è la realtà della professione, i nostri disegni devono essere leggibili. Così mi assicuro di tenere la mia follia sotto controllo. Quando comincio a disegnare, invento una miriade di storie, aggiungo un uccellino lì, e un gatto lì e cosa succederebbe se mettessi una nuvola e piovesse… non finisce mai!

I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambina e di adesso.
Quando ero piccola. ricordo che mi piacevano moltissimo i disegni di Delessert. Ora ammiro il lavoro di Kitty Crowther, Maurice Sendak, Arnold Lovel, Anne Brouillard, Gilles Bachelet, Nicole Claveloux. Ma ce ne sono molti altri!

L’aspetto positivo e quello negativo dell’essere uno scrittore.
Del mio lavoro mi piace la varietà di cose che si possono fare. Incontro bambini, organizzo esibizioni, vado alle fiere e agli incontri, creo poster e collaboro agli spettacoli che necessitano immagini. La cosa meno divertente è l’incertezza finanziaria.

Come scrittrice, cosa sceglieresti come mascotte/avatar/spirito animale?
Non ho una mascotte ma molti animali ricorrono quasi in tutti i miei albi. Trovateli!

Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato.
Per la maggior parte delle cose, le idee sono guidate dalla forma del libro. La prima volta che ho letto Cent Mille Milliards de Poèmes di Raymond Queneau, ero impressionata dal numero di possibilità. Per Le storie sottosopra di Leo e Cleo è stato il caso. Volevo giocare con le immagini creando un miscuglio. Per creare un libro infinito, offrendo un viaggio labirintico. Mi è piaciuto scoprire il surrealismo che questo concetto portava con sé. Sfogliando le pagine, mi divertivo a scoprire le immagini e la storia intrecciata fra Leo e Cleo.

Raccontaci 3 cose interessanti o folli di te.
Bip bip

Se non fossi una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Non ne ho idea, forse la vulcanologa perché ho esitato a studiare geologia quando avevo 18 anni. Ma era soprattutto la poesia dei vulcani a interessarmi, l’Islanda con tutte le sue saghe, i colori dei paesaggi e la forza del fuoco.

Cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?
L’Italia mi piace tantissimo. È un Paese dove amo andare. Sogno di vivere a Roma o a Siena. Inoltre mi piacciono i testi di Gianni Rodari e la creatività di Bruno Munari.

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