10 domande a Cori Doerrfeld, autrice di “Ascolta”

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?

Non sono sicura che ci sia stato un momento specifico in cui ho capito di voler fare la scrittrice. Ho sempre amato disegnare, fin da piccola. Da bambina amavo anche i cartoni animati e qualsiasi tipo di arte che raccontasse una storia. Il disegno e la scrittura sono semplicemente qualcosa che amo fare. Per me essere un’artista e una scrittrice si intrecciano e sono parte di ciò che sono: riesco a vedere storie dappertutto, in qualsiasi cosa!

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

Il primo libro che ho illustrato con un importante editore è stato Welcome to Your World, Baby dell’attrice Brooke Shields. Mi è sembrato un sogno avere un’opportunità così straordinaria! Ero una babysitter all’epoca e ricordo che saltavo su e giù al parco giochi quando l’editore mi ha chiamato per dirmi che avevo ottenuto il lavoro! È stato ancora più emozionante quando il primo libro che ho sia scritto che illustrato è stato pubblicato. Questo mi ha dato la possibilità di esplorare le mie idee e dare vita a delle storie ispirate alle mie esperienze. Il più grande sogno che si avvera per me è vedere e sentire che i miei libri influenzano gli altri. Spero che creare storie sarà sempre parte della mia vita.

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

Ah! Mi piace questa domanda. È molto difficile per me scrivere con delle persone intorno a me. Preferisco scrivere da sola nel mio studio con la musica in sottofondo. Ma siccome sono anche una mamma casalinga, ho dovuto imparare a scrivere dove e quando trovo il tempo!

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.

Da bambina i miei autori preferiti erano Judy Blume (Blubber era il mio libro preferito scritto da lei), William Steig (con il suo libro chiamato Sylvester and the Magic Pebble), Leo Lionni (con il libro Swimmy). Oggi alcuni dei miei attuali libri preferiti sono Smile di Raina Telgemeier, i lavori dell’illustratrice Yasmeen Ismail, e sempre e per sempre Il canto di Natale di Charles Dickens.

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

La parte migliore dell’essere una scrittrice è che ho molta flessibilità su quando e come lavorare. Questa carriera mi ha dato la possibilità di stare a casa con i miei figli. La parte peggiore è la pressione generata dal dover sempre trovare delle nuove idee: è molto difficile forzare la creatività, ma quando hai bisogno di storie per pagare le bollette, a volte bisogna farlo.

Come scrittrice, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?

Assolutamente il coniglio; è stato a lungo la mia mascotte. Per essere un bravo narratore devi essere anche un buon ascoltatore.

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

Negli ultimi anni, due miei amici hanno subito la perdita di un figlio. È stato molto difficile per me capire come poter essere lì per loro in un momento così doloroso. Più ci parlavo, più mi rendevo conto che la maggior parte delle persone vicine a loro non sapeva come confortarli.  Tutto ciò mi ha ricordato una lettera che ho ricevuto da quello che era il mio ragazzo al liceo. La lettera parlava di quando era un ragazzino e del suo vissuto dopo la morte del fratello maggiore, rimasto ucciso in un incidente d’auto. Mi ha scritto che i suoi coniglietti gli hanno offerto più conforto di chiunque altro nella sua vita. Accanto alla loro presenza rassicurante, era in grado di elaborare i suoi pensieri e le sue emozioni. Pensando a questi conigli, mi sono resa conto di quanto sia importante il loro messaggio: quando qualcuno che conosciamo soffre, a volte non c’è nulla che possiamo dire o fare, possiamo solo starcene lì con le orecchie ben aperte pronti ad ascoltare.

Ciò che ho imparato scrivendo questo libro è che anche i momenti in cui ci sentiamo più impotenti possono portare a qualcosa di positivo. Mi ha aiutata a ricordare di fare sempre del mio meglio per ascoltare le persone intorno a me.

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

La mia famiglia è perlopiù piena di musicisti. I miei genitori si sono conosciuti suonando il violino, mia nonna ha insegnato pianoforte per la maggior parte della sua vita, e le mie zie e i miei zii hanno vinto diversi premi musicali da bambini. Sono davvero l’unica nella mia famiglia che disegna. Ma mio marito e i miei figli sono artisti straordinari.

Quando ero bambina, volevo davvero lavorare negli studi della Warner Bros o della Walt Disney. Guardavo i più grandi illustratori e passavo ore e ore a disegnare personaggi animati. Mettevo persino in pausa i cartoni animati in televisione e disegnavo direttamente dallo schermo. Avevo molti animali domestici diversi quando ero piccola, tra cui cani, gatti, gerbilli, criceti e pesci. Avevo anche un coniglio domestico di nome Pepper!

Se non fossi diventata una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Amo il processo che sta dietro alla realizzazione di un film d’animazione. Sogno ancora di fare parte un giorno di un team creativo come scrittrice, storyboarder o concept artist in un film d’animazione.

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori italiani? 

Vorrei dire quanto sono onorata di essere stata pubblicata in lingua italiana, soprattutto perché ho origini italiane. La mia bisnonna si chiamava Lillian Michelini e sua figlia (mia nonna) non manca mai di ricordarmi che abbiamo ancora parenti in Italia con il cognome Landi.

Newsletter

Scelta della lista

Acconsento al trattamento dei dati personali secondo i termini di legge *