10 domande a Nick Ortner, autore di “Il soffio magico”

Quando hai capito che volevi diventare uno scrittore?

Qualche anno dopo l’uscita del mio film documentario, The Tapping Solution, mi sono reso conto che scrivere un libro sullo stesso argomento era il passo successivo. Con la nascita di mia figlia nel 2015,  sono scaturite anche nuove idee per condividere queste utili risorse di tapping e respirazione consapevole nei bambini.

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

Sicuramente lo è stato! Per scrivere un libro bisogna investire molto tempo e fatica. Una volta che si è finalmente in grado di sfogliare il risultato ultimato, si rimane estasiati! È stato un momento di puro orgoglio per me, ma anche di ispirazione, sapendo che tante altre persone verranno aiutate attraverso la lettura del mio libro.

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

Non posso dire di averne uno in particolare, ma ci sono dei giorni in cui devo veramente motivarmi a scrivere. Può sembrare un arduo compito, e quando sei al terzo giro di correzioni potresti impazzire un po’, dal momento che hai già letto il tuo libro circa 100 volte…

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.

Direi che la mia autrice preferita in assoluto sia la mia cara amica defunta Louise Hay. È stata molto di ispirazione, una guida per me. Wayne Dyer la segue a ruota, era una gioia semplicemente il fatto che ci fosse lui intorno, una persona veramente saggia e amorevole. Quando ero bambino, i miei libri preferiti erano tutto ciò su cui potevo mettere le mani. Ero un lettore vorace!

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

La parte migliore è che posso aiutare molti adulti e bambini a cambiare la loro vita in meglio con i vari libri che ho scritto e co-scritto. È la mia missione qui sulla Terra e vederla realizzarsi è molto appagante.

La parte più difficile dell’essere un autore è che ci vuole un grande impegno e del tempo per finire un nuovo libro. È un processo lungo, a volte mi devo addirittura nascondere nel mio ufficio per molte ore al giorno per concentrarmi fino in fondo ed evitare distrazioni.

 

Come scrittore, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?

Direi l’orso! Come animale guida, l’orso rappresenta le forze terrestri, la resistenza e la leadership. Ma l’orso è anche simbolo di energia e incoraggiamento, che è quello che mi piace fare. Il mio primo libro per bambini, The Big Book of Hugs, ha come protagonista l’orso Barkley.

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

Mia figlia, June, è l’ispirazione per tutti i miei libri per bambini. Ho lavorato con gli adulti nel corso degli anni e ho scoperto che molti dei nostri problemi emotivi e delle nostre convinzioni limitanti provengono da quello che abbiamo vissuto da bambini, e non spariscono se non li affrontiamo.

Quindi, se possiamo aumentare l’intelligenza emotiva dei nostri figli attraverso dei libri illustrati e divertenti, possiamo far crescere una nuova generazione più premurosa, compassionevole e comprensiva.

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

Ho costruito un edificio separato nella mia proprietà che chiamo The Barn dove scrivo la maggior parte dei miei libri, registro audio e video e porto a termine altri lavori.

Essendo nato in Argentina e poi trasferito negli Stati Uniti da giovane, parlo correntemente sia l’inglese che lo spagnolo. Sono un grande tifoso di calcio e mi ha rattristato il fatto che l’Italia non abbia partecipato all’ultima Coppa del Mondo! Non vedo l’ora di vederla nel 2022.

Se non fossi diventato uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Credo che opererei ancora nel campo dell’auto-aiuto, perché amo ispirare le persone e incoraggiarle ad essere la miglior versione di sé stesse.

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori italiani? 

Sono molto grato che i miei libri, specialmente quelli per bambini, siano letti in vari paesi in giro per il mondo, come l’Italia. Indipendentemente dal luogo in cui siamo nati, viviamo tutti la stessa gamma di emozioni. Se si potesse insegnare ai bambini di tutto il mondo a rispettare e ad amare noi stessi, così come gli altri, tutta la nostra cultura potrebbe cambiare in una sola generazione.

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