10 domande a Daniel Salmieri, autore di “Lupo e Orsa”

Quando hai capito che volevi diventare uno scrittore?

Ho sempre amato scrivere. Quando ero alle elementari e alle scuole medie, passavo ore a scrivere. Ad un certo punto della mia vita però ho messo da parte questa mia passione. Poi, alcuni anni fa, quando ho iniziato a scrivere questo libro, mi sono ricordato di quanto amassi scrivere storie.

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

È stato bellissimo vedere la storia e le immagini che ho realizzato diventare un vero libro. Uno dei motivi per cui è speciale per me, è perché è il mio primo libro in cui ho sia scritto che illustrato la storia.  È dedicato a mia madre che è morta quando avevo sei anni. Era lei che mi leggeva storie da bambino.

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

credo che la cosa più difficile da fare sia sedersi e iniziare.

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.

Ho amato, e amo tutt’ora, Roal Dahl (tutti i suoi libri) e Quentin Blake (che li ha illustrati tutti). Mi piace molto anche William Stieg. Il suo libro Dr. De Soto è il mio libro illustrato preferito di sempre.

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

La parte migliore è creare un mondo in cui far vivere i tuoi personaggi,

La parte peggiore è quando sembra che niente funzioni.

Come scrittore, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?

Una volpe!

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

Ho avuto il titolo nella mia testa per molto tempo. Orsi e lupi sono i miei animali preferiti e sapevo di voler scrivere un libro intitolato Lupo e Orsa. E sapevo che sarebbero stati amici nel libro, ma non sapevo altro a parte quello. Ho provato a scriverlo molte volte e non funzionava. Poi un giorno, dopo aver fatto una passeggiata nel parco con mia moglie, mentre nevicava, sono tornato a casa e ho scritto tutta la storia in un pomeriggio.

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

I miei genitori mi volevano chiamare Enzo. Tempero le matite con un coltellino tascabile.
Ho un punto blu sulla fronte, e mio padre ne ha uno identico nello stesso posto.

Se non fossi diventato uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Credo sarei diventato un batterista!

 

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