10 domande a Kallie George, autrice di “Sulle Ali dell’Olimpo”

Da sempre appassionata di cavalli e mitologia greca, l’autrice Kallie George ha deciso di unire queste sue due grandi interessi in un libro. È così che ha preso vita Sulle Ali dell’Olimpo, un fantasy suggestivo, ambientato nel mondo immaginifico ed epico dei miti greci, con una piccola protagonista, Ippa, coraggiosa, forte ed empatica che catturerà i cuori dei giovani lettori.

Curiosi di scoprire di più su questa autrice? Ecco le sue risposte alle nostre #10domande

 

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?

Ho sempre amato scrivere. Ho scritto il mio primo libro quando avevo cinque anni (attenzione, c’era solo una riga). Ero solita pubblicare i miei libri come regali di Natale per i miei familiari. Tuttavia, non ho mai creduto seriamente di poter fare la scrittrice. Per un po’, all’inizio del liceo, volevo fare l’attrice. Ricordo che un giorno tornai a casa e dissi a mio nonno che volevo fare l’attrice, e lui disse: “No, diventerai una scrittrice“. Ero davvero arrabbiata e ho camminato fino a casa sul lato opposto della strada. Aveva ragione, naturalmente: tutti sapevano che ero destinata a fare la scrittrice. E pochi anni dopo, ancora al liceo, ho capito che era il mio vero sogno. Era inverno, stavo camminando (di nuovo!)  e la neve ha ispirato un’idea di storia che mi ha dato un brivido. È stata la migliore sensazione di sempre, e allora ho capito che volevo continuare a sentirmi in quel modo; volevo dedicare la mia vita a inventare idee per storie entusiasmanti e portarle avanti.

 

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

Ero abbastanza giovane quando il mio primo libro è stato pubblicato professionalmente ed ero al settimo cielo. Mi portavo dietro una copia ovunque andassi in modo da poterla ammirare continuamente (sembra sciocco!).

 

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

Il mio più grande problema quando scrivo è riuscire prendere una decisione.  È una delle cose più belle della scrittura, ma anche una delle più difficili. Non c’è una trama perfetta o una scelta perfetta per una storia, ma solo ciò che ci sembra giusto per quella. Cercare di capire qual è il modo migliore per sviluppare una storia è molto difficile, perché spesso mi trovo davanti a molte alternative. Quello che cerco di fare è scegliere ciò che sento più giusto. Un’altra kryptonite? Caffè e biscotti! 

 

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.

Amo talmente tanti libri che sceglierne uno è impossibile! Ci proverò ugualmente. Da bambina tra i miei preferiti c’erano sicuramente Il re leone, Il leone, la strega e l’armadio di C.S. Lewis, Matilde di Roald Dahl, e La piccola principessa di Frances Hodgson Burnett. Amo ancora queste storie! Oggi tra i miei preferiti ci sono sicuramente Letters to Anyone and Everyone di Toon Tellegen, Harry Potter (tutti i libri) Lo straordinario viaggio di Edward Tulane di Kate DiCamillo.

 

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

Adoro farmi venire in mente nuove idee, e quando ne trovo una che amo mi entusiasmo molto. Ma credo che la parte migliore e peggiore di questo mestiere sia l’editing. Adoro migliorare le storie, è come lavorare una pietra per ricavarne una gemma. Sono stata una editor per parecchi anni, quindi per me editare è scrivere. Ma a volte questo passaggio può essere molto stressante e sembrare senza fine. Ma alla fine, ne vale sempre la pena. 

 

Come scrittrice, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?

Ovviamente non posso che scegliere un cavallo alato. 

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

Questa idea è nata dal mio amore per i cavalli e dal mio amore per l’antica mitologia greca. Mia madre, che è la donna più forte che conosco (sono così orgogliosa di lei), fin da ragzza ha sempre amato i cavalli e voleva che io avessi la stessa possibilità di stare con loro. Credeva che ci fosse un legame speciale tra una ragazza e il suo cavallo. Sono stata davvero fortunata a crescere avendo l’opportunità di fare lezioni di equitazione. Ma la mia migliore esperienza di equitazione è stata su un cavallo chiamato Dancer nella fattoria di mia zia. Dancer era stata addestrata per far parte di un circo e sapeva fare molti trucchi (come scuotere uno zoccolo). La amavo davvero e ho avuto modo di cavalcarla ogni estate. Per quanto riguarda la mitologia greca, ho sempre amato anche quella! Mio nonno aveva un Bulfinch nel suo studio, con carta velina fine sopra le immagini che rendevano il libro molto prezioso. Se stavo attenta, mi dava il permesso di guardarlo. A volte mio nonno mi leggeva i miti. Sono sempre stata attratta da Atena e Afrodite in particolare, dee forti che spesso sconfiggevano gli uomini.

La corsa dei cavalli alati è stata un’idea che mi è venuta in un giorno molto speciale, fortuito, davvero. È la storia romantica di come io e mio marito ci siamo incontrati per la prima volta. Mi sentivo bene con la vita (avendo finalmente superato una brutta ex relazione) e prendevo lezioni di chitarra. Avevo appena finito una lezione e sono andata in un bar per scrivere un po’. Ho iniziato a buttar giù alcune righe di “Sulle Ali dell’Olimpo”, combinando due cose che amo, i cavalli e il mito della Grecia antica, e ne ero molto entusiasta. Ho alzato gli occhi verso la finestra che si trovava di fronte a me e ho fatto un gran sorriso al mondo e alla mia storia. Un ragazzo è passato di lì proprio in quel momento e ha pensato che gli stessi sorridendo. È entrato nel bar e mi ha chiesto di uscire. Quel ragazzo è  poi diventato mio marito, e mi chiedo se il tema dell’amore e della famiglia in “Sulle Ali dell’Olimpo”,  derivi un po’ da quello! Volevo anche scrivere una storia che avesse come protagonista una ragazza che supera i ragazzi in un grande evento atletico. Sono abbastanza atletica e adoro fare escursioni in montagna.

Mio marito ed io siamo stati in Grecia e abbiamo visitato molti dei siti, quindi ho imparato molto di più sull’antica Grecia. Abbiamo visitato Delfi e siamo persino saliti sul Monte Olimpo. Il Monte Olimpo è stato davvero duro, soprattutto perché, appena siamo arrivati ​​in cima, è arrivato un temporale gigantesco.  Ma quando la tempesta è passata abbiamo continuato fino alla vetta. Quella notte, a metà strada sulla montagna, ci siamo accampati in un ostello per escursionisti. Non siamo riusciti a dormire molto – un po’ per l’eccitazione di trovarci lì, un po’ per il russare degli altri escursionisti che si trovavano nella nostra stanza dell’ostello  – così abbiamo passato la notte a guardare le stelle. Non ho mai visto così tante stelle in tutta la mia vita. Anche in quel viaggio ho pensato molto a questo libro. Durante la stesura di questo romanzo, che mi ha occupato gli ultimi due anni, ho  contattato professori di tutto il mondo specializzati nello studio del cavallo nell’antica Grecia. 

 

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

Ho scalato il Monte Olimpo. Mi piace ballare lo swing e prendo anche lezioni. Io e mio marito stiamo costruendo la nostra casa ed è davvero impegnativo.

 

Se non fossi diventato uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Mmm ce ne sono tanti che avrei voluto fare. Mi sarebbe piaciuto essere la proprietaria di una libreria/caffetteria. O forse una ballerina a tempo pieno, di swing o classica. 

 

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori italiani?

Sono davvero molto contenta che anche in Italia potrete leggere il mio libro. Non sono mai stata in Italia, ma è nella lista dei Paesi che voglio visitare. Spero davvero che amerete questo libro tanto quanto lo ho amato io. 

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