di Andreina Speciale
La macchina da cucire non serve soltanto a fare l’orlo ai pantaloni, ma alcune volte anche a stampare i libri!
La gran parte dei volumi in commercio ha infatti un’anima nascosta. Si tratta di quel sottile filo bianco che lega una pagina all’altra e che in gergo viene chiamato “cucitura a filo refe”. Il refe è un filato ritorto – di lino, canapa, cotone o sintetico – che passando dall’esterno all’interno di ogni fascicolo, tiene unite le varie pagine e i diversi fascicoli che compongono il libro tra di loro. Se aprite un libro alla metà di uno di questi fascicoli – anche chiamate segnature – potete facilmente riconoscerlo.
Il nostro albo Piccolo Elliot Grande Città è cucito a filo refe
Moltissimi volumi prodotti in Italia sono cuciti in questo modo, perché la legatura a filo refe consente un’ottima tenuta nel corso del tempo a fronte di costi tutto sommato ragionevoli. Altro tipo di libri è quello che viene definito fresato, che alla poesia della cucitura dei fascicoli, sostituisce un rapido incollaggio delle pagine alla copertina. È indicato soprattutto quando bisogna stampare tantissime copie di un solo libro in poco tempo.
Il nostro bestseller Io sono Zero è incollato
I futuristi furono famosi per saper studiare, accanto a queste due forme classiche di legatura, sistemi innovativi e originali per confezionare le loro stupefacenti opere-libro. Legature di metallo, cuoio e legno o ancora libri imbullonati, come quello progettato da Fortunato Depero, nel 1927, per promuovere la propria attività e quella della casa editrice Dinamo Azari.
Il “libro imbullonato” conservato nella Casa d’arte futurista Depero a Rovereto
Al Castoro non vogliamo essere da meno e per questo abbiamo inventato una legatura a viti tutta nostra. Qui sotto un’anteprima, in arrivo su tutti gli scaffali a Natale! Siete curiosi di sapere di che libro si tratta? Ancora un po’ di pazienza e vi diremo tutto…
#leparoledellibro










