Il primo disegno che ricordo di aver fatto è stato un ritratto di famiglia, avevo tre anni. Lo ricordo molto bene nonostante fossi molto piccola. Adoravo disegnare le gambe lunghe e per molto tempo è stato così, anche crescendo, fino alla fine degli anni del liceo artistico. Disegno da sempre e nel tempo ma mutevole come un camaleonte il mio modo di disegnare è cambiato molto. Mi hanno aiutata molto i corsi di illustrazione fatti alla fine degli anni del liceo a Sarmede ed in seguito il corso di Illustrazione editoriale all’istituto di Design Palladio a Verona, dove mi sono laureata nel 2014.
Verona è la mia casa e la mia fonte di ispirazione, ci sono nata e cresciuta e tutt’ora vivo qui. I suoi vicoli, la storia e il panorama dalle colline intorno alla città sono delle grandi fonti d’ispirazione. Al pari forse della mia passione pazza per il mondo della natura e delle piante.
Trovo spunto più o meno da ogni cosa che mi circonda ma la natura rimane un costante elemento d’ispirazione e partenza.

Lavoro a casa, in una stanza ricavata appositamente per lavorare che io amo chiamare lo Studio-giungla. C’è dentro un po’ di tutto, dai libri che ho illustrato a quelli da cui mi piace trarre ispirazione, oggetti vari (molti vintage altri un po’ kitch) e ovviamente molte ma molte piante.
Adoro disegnare ad acquerello e pastelli, tecnica che negli anni, aimè,ho abbandonato ma che mi piace molto ancora oggi che invece lavoro esclusivamente in digitale. Pc e tavoletta grafica in questo momento sono i miei fedeli compagni di lavoro.
Per Via del sorriso 123, sono però partita da delle bozze molto brutte a matita su carta, il palazzo in copertina è stato forse la prima cosa che ho provato a immaginarmi ed è proprio in copertina che c’è il mio personaggio preferito, non è un protagonista della storia, è una papera bianca e compare due volte una sul fronte e una sul retro, piccola piccola in quadretto. Quella papera è stato il mio fedele animale domestico negli ultimi 12 anni, si accoccolava spesso fuori davanti alla finestra dello studio e proprio mentre illustravo questo libro se n’è andato, non potevo non inserirlo!

In seguito ho abbozzato i bimbi protagonisti che abitano il palazzo. Ho adorato la quantità di dettagli anche se è stato arduo, mi sembravano non finire mai e allo stesso non ce ne erano abbastanza. Le cornici degli interni sono state l’elemento più divertente e che mi ha permesso di sperimentare, era parecchio tempo che aspettavo si presentasse questa occasione, grazie!
Ma la cosa in assoluto più bella e faticosa è stato l’interno del palazzo presente in copertina, avrei voluto fosse stato un grattacielo per immaginarmi mille e più appartamenti diversi!









