Capita di essere convinta di non essere una scrittrice e poi ritrovarsi ad aver scritto un romanzo che diventa finalista del National Book Award, uno dei premi più importanti della letteratura americana. È la storia di Ali Benjamin, autrice americana che con il suo Tutta colpa delle meduse ha vinto premi, riscosso successo ed emozionato i lettori di tutto il mondo! Una storia di coraggio e determinazione, che conquista dalla prima pagina. Ali Benjamin ha risposto alle nostre dieci domande, confidandoci segreti, pensieri e… come è nata la sua passione per le meduse!
Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?
Pur avendo scritto tantissime storie quando ero ragazzina, non ho mai pensato a me stessa come una scrittrice. Ero convinta che scrittori si nascesse – un po’ come succede per i re o le regine, o come i maghi in Harry Potter. Nessun gufo vola con una raccomandata che ti invita a scrivere un libro, così credevo di essere una dei non-scrittori di questo mondo. Anche adesso da adulta, mi ci voluto un po’ per comprendere che sono una scrittrice. Si può dire che sono sbocciata in ritardo!
Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?
È stato così strano prendere un libro tra le mani e vedere il mio stesso nome sulla copertina. È stato meraviglioso e surreale. Per così tanto tempo la storia è vissuta dentro la mia testa e il mio cuore, è esistita solo nella mia immaginazione… e poi in un taccuino e poi in fogli di brutta… e poi sullo schermo del mio pc. E poi improvvisamente lo stavo stringendo sotto questa nuova forma. Ricordo di aver guardato la prima copia, di averla rigirata tra le mani e di aver capito – veramente – che questa era la sua ultima forma. Ed è quando ho realizzato che non era più la mia storia perché adesso appartiene ai lettori, nello stesso modo in cui i libri che ho letto sono sempre appartenuti a me. È stata una bellissima e dolceamara sensazione.
Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?
SÌ! Mi piace includere molte ricerche nel mio lavoro, per questo trascorro buona parte del mio tempo alla ricerca di notizie. Ed è veramente facile per me perdermi dentro queste ricerche… Da un click a un altro, e poi un altro, e un altro ancora! È davvero pericoloso per uno scrittore fare tante ricerche. Questo ti fa sentire produttivo, ma se non butti giù qualche parola sulla pagina, diventa esattamente l’opposto.
I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.
Non leggevo avidamente da bambina, e spesso non leggevo neanche quello che mi veniva assegnato a scuola. Ma quando mi innamoravo di un libro, lo leggevo in continuazione. Da bambina il mio libri preferiti erano From the Mixed up Files of Mrs. Basil E. Frankweiler di E.L. Koiningsburg; Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett e Harriet la Spia di Louise Fitzhugh.
Anche da grande continuo ad amare questi libri! Tra i libri per adulti che ho apprezzato di recente ci sono Einstein’s Dreams di Alan Lightman e The Writing Life di Annie Dillard.
Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?
Sicuramente, la parte migliore è la connessione che si crea con il lettore – sia bambini sia adulti. Ho pensato che Tutta colpa della meduse fosse troppo bizzarro per essere pubblicato – è la storia di una ragazza atipica, ossessionata da una strana creatura e che si sente un’aliena nel suo stesso mondo. Nel libro ho messo molto di me stessa – tutte le parti di me che mi hanno fatto sentire sola. Non smetto mai di meravigliarmi quando sento dai lettori che si ritrovano in questo libro, che le mie parole li fanno sentire meno soli. Quando succede, il mondo diventa molto più piccolo e piacevole. Ne sono molto grata.
La parte peggiore? Prenderla male. E succede spesso. Le parole non vengono fuori come le vogliamo la prima volta, o la seconda… e neanche la terza.
Come scrittrice, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?
Decisamente una medusa! Sono anche un’amante dei cani. Ne ho due, Mollie e Charlie, che sono sempre accanto a me quando scrivo. Sono davvero degli ottimi compagni.
Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?
Qualche anno fa, ho portato i miei bambini all’acquario di Boston, Massachusetts. C’era una mostra di meduse e ne sono rimasta incantata. Ho trovato che le meduse fossero bellissime e così accattivanti. Erano degli alieni, spaventose, e si muovono con molta grazia. All’inizio, volevo semplicemente saperne di più su queste creature… ma non riuscivo a trovare nessun libro che ne parlasse. Ho iniziato a leggere articoli di riviste e quotidiani – su come siano le creature che vivono da più tempo sulla terra, la loro biologia è affascinante, e sono una spia delle cose terribili che il genere umano sta facendo al nostro pianeta. Non avevo idea di quale fosse il fine della mia ricerca. Ma dopo un po’, non potevo credere che non esistessero molti più libri sulle meduse! Lo scrittore Toni Morrison una volta ha detto “se c’è un libro che vuoi leggere e non riesci a trovarlo, allora tocca a te scriverlo”. E così ho iniziato.
Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.
Sono cresciuta in una casa molto vecchia in un quartiere dove la maggior parte delle case era relativamente nuova. E tutti i vicini credevano che la nostra casa fosse infestata. Se così fosse, io non ho mai visto un fantasma.
Una delle cose che mi piace di meno fare in assoluto è andare al supermercato! Lo evito il più possibile. Quando devo andarci per forza, metto sempre gli auricolari e ascolto la musica. A volte sfido me stessa cercando di entrare e uscire da lì per la durata di una specifica canzone.
Parlando di musica, mi piace unirmi ai miei bambini ballando casualmente, in posti pubblici. Non sono bravissima, ma non fermatemi!
Se non fossi diventata una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Oh, ci sono tante cose che mi sarebbe piaciuto fare. Se avessi tempo illimitato, sarei una biologa marina, un’insegnante e magari un’attrice di teatro. Lavorerei per la conservazione delle specie animali protette e in via d’estinzione… e una ancora una piccola parte in me vorrebbe essere un consulente governativo.
Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori?
Il mondo che ci circonda è infinitamente affascinante e adorabile. Imparate tutto quello che potete e la vostra vita vi sembrerà sempre un piccolo miracolo. Ecco un esempio: sto leggendo un libro sugli alberi. Questi tre alberi hanno un incredibile modo per comunicare l’uno con l’altro – si avvisano dei pericoli, e usano dei funghi che crescono sottoterra per scambiarsi nutrienti e acqua. Roba da far saltare in aria il cervello se penso al loro modo di collaborare. E sta succedendo intorno a noi, ogni volta che ci troviamo vicino a degli alberi. Ma non lo sapremo mai finché non ci preoccuperemo di fermarci e imparare.
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