10 domande a: ELISA CASTIGLIONI

Elisa Castiglioni ha da sempre una grande passione per la scrittura. La passione è diventata un lavoro quando ha iniziato a pubblicare i suoi libri per ragazzi. Con Desideria, Elisa (già autrice di Le stelle brillano su Roma e La ragazza che legge le nuvole) ci regala un’eroina appassionata e sincera, in cui le ragazze possono facilmente immedesimarsi, e sognare di vivere un’avventura mozzafiato come la sua. Abbia fatto a Elisa le nostre dieci domande. Ecco cosa abbiamo scoperto!

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?
Non ho mai voluto diventare una scrittrice. Pensavo ai grandi romanzieri e mi dicevo che per me sarebbe stato impossibile. Ma ho sempre voluto scrivere. E in effetti ho iniziato a scrivere dal momento in cui ho imparato a scrivere. Finalmente avevo uno strumento per esprimere tutte le storie che leggevo intorno a me. Ho sempre scritto. Libri illustrati quando ero alle elementari. Poesie strazianti alle medie e al liceo. Poi la vita mi ha portato in America. Non potevo lavorare perché non avevo ottenuto il visto ed ero appena diventata mamma. Un giorno sfogliando una rivista al supermercato mentre ero in coda alla cassa, ho trovato l’annuncio di un corso di scrittura per ragazzi di due anni che poteva essere fatto online. Per essere ammessi bisognava inviare una storia. Ne ho scritta una, in inglese. Sono stata ammessa e ho continuato a scrivere…
Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?
La pubblicazione di un libro avviene parecchi mesi dopo l’accettazione e la firma del contratto. Quando nel mio appartamento di Boston è arrivata la prima copia di La ragazza che legge le nuvole ho provato un’immensa gioia. La visita a sorpresa di un amico. Ho sfogliato le pagine, ammirato le bellissime illustrazioni, e mi sono nutrita di quell’energia per continuare a dedicarmi al nuovo progetto di scrittura a cui stavo lavorando. Per provare di nuovo quella grandissima gioia che mi riempiva il cuore… Certo bisognava ancora sapere cosa ne pensavano i ragazzi… Avrebbero riso, pianto, e combattuto con Leela? Avrebbero anche loro deciso di affrontare la loro tigre bianca? Il sogno per me si avvera ogni volta che uno di loro mi dice di sì.
Dove trovi la forza per dedicarti alla scrittura?
La forza per me sono gli incontri coi ragazzi. Quando li incontro, mi rendo conto che faccio il mestiere più bello del mondo. E torno a casa con una gran voglia di scrivere. E poi c’è mia figlia Isabella che al posto di chiedermi come sto, mi chiede come è andata la scrittura, mi lascia bigliettini in cui mi incoraggia a scrivere, e disegni in cui schizza i personaggi, l’ambientazione, i simboli della storia a cui lavoro.
 I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.
Piccole donne di Louisa May Alcott: sono cresciuta con le sorelle March.
Piccolo Albero di Forrest Carter: un romanzo di formazione davvero intenso.
Star Girl di Jerry Spinelli: un inno ad essere sé stessi e meravigliosamente diversi.
Per gli albi illustrati, Eric Carle, Maurice Sendak e Dr Seuss sono i miei autori preferiti!
Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?
La parte migliore sono le persone che incontri. Bibliotecari, librai, insegnanti, editori, le “book people” che amano i ragazzi e che migliorano il nostro mondo, un cuore alla volta.
La parte più difficile è la solitudine in cui si lavora. I tempi lunghi che servono per fare un buon lavoro. Il guardarsi sempre dentro. Scrivere fa vivere in un modo più consapevole e compassionevole. E questo a volte è faticoso.
Come scrittore, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?
Sceglierei un albero. Un ciliegio selvatico. Gli alberi sono splendide creature. Traggono nutrimento sia dalla terra che dal cielo. Ci ricordano di ancorarci alla realtà, ma anche di tenere lo sguardo puntato in alto al cielo.
Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?
Imparo sempre tanto dai miei personaggi. Leela mi ha insegnato a fidarmi del mio istinto, ad essere sempre me stessa senza chiudermi però agli altri. Iris mi ha ricordato che dobbiamo essere guerriere e combattere per quello in cui crediamo a colpi di speranza e gesti concreti e constanti. Desideria mi ha ispirata a non aver paura ad essere altro rispetto a quello che gli altri si aspettano da me. L’ispirazione per le storie che scrivo nasce dagli incontri che faccio, dalle esperienze che vivo, da dentro e da fuori in quello spazio liquido in cui siamo.
Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.
Cose folli non saprei… Penso di essere piuttosto poco folle.
Mentre scrivo una storia (il che di solito richiede da un minimo di un anno a due abbondanti) ascolto sempre la stessa canzone. È un rito che mi aiuta a entrare nella storia e a concentrarmi. Parlo con i miei personaggi, ma questo non conta perché non c’è autore che non lo faccia.
Colleziono vetri di mare e li tengo divisi per colore: bianco, blu, azzurro, verde, e alcuni rarissimi violetto. Conservo, però, solo quelli lisci e levigati dalle onde al punto da sembrare gemme di mare. Gli altri li ributto in mare. Non sono ancora pronti, ma col tempo lo saranno. Ci vogliono almeno una decina di tempeste per trasformare un pezzo di vetro in un vetro di mare.
Pratico yoga tutti i giorni e studio sanscrito. Medito tutte le sere. Non sono religiosa ma spirituale e se devo proprio scegliere una religione scelgo la Gentilezza. Almeno una volta alla settimana pratico un atto di gentilezza casuale, come pagare il caffè al prossimo sconosciuto che entrerà nel bar, lasciare un libro su una panchina, o aiutare in modo consapevolmente gentile. Questo cambia la giornata mia e di chi riceve l’atto di gentilezza che poi sarà portato a farne un altro ad un altro sconosciuto, che a sua volta compirà una gentilezza verso un’altra persona e così via in un crescendo di gentilezza. La Gentilezza salverà il mondo!
Se non fossi diventato uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Amo insegnare. Scrittore lo diventi ogni giorno. È una cosa che scegli ogni mattina, ogni volta che ti metti a scrivere. Non sei scrittore perché hai scritto un libro, ma perché stai scrivendo.
Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori?
Scrivete. Leggete. Esplorate la vita e voi stessi nei libri. Sognate la vita che volete per voi. Se riuscite a immaginarla, siete già a metà strada.

#10domande

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