Tra Nikki e Max Crumbly: faccia a faccia con Rachel Renée Russell

Nikki “la frana” è in ottima compagnia! Arriva in tutte le librerie Le disavventure di Max Crumbly, un nuovo esilarante personaggio nato dalla fantasia e della penna della “mamma” di Nikki, Rachel Renée Russell.
Max è un ragazzino come tanti… forse solo un po’ più pasticcione e sfortunato! E anche se gli altri lo prendono in giro, lui sì che sa come reagire!
La seconda serie della Russell è un successo annunciato: da subito bestseller del New York Times, resta saldo in classifica insieme alle altrettante rocambolesche avventure di Nikki! 
Rachel Renée Russell ci racconta come è nato questo personaggio e altre curiosità sulla sua vita di scrittrice bestseller!

Quando hai deciso che avresti fatto la scrittrice?
Quando ero alle elementari, ho sognato che sarei diventata una scrittrice e ho iniziato a scrivere e illustrare libri con carta e pennarelli, da regalare ad amici e parenti.
Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?
Sì! Al college ho seguito un corso di scrittura con un professore autore di successo di libri per bambini, ma mi aveva caldamente invitato a scegliere un altro lavoro perché diceva che non avevo quello che serviva per diventare una scrittrice. Così, ho cambiato le mie aspirazioni lavorative, e ho studiato legge. Ho aperto uno studio legale mio, ma quando le mie figlie sono andate al college e ho iniziato ad avere più tempo libero, ho deciso di unirmi a un gruppo di scrittori online e ho iniziato a lavorare a diversi libri per bambini, solo come hobby. Ed è così che sono iniziati I diari di Nikki. E sono felice di dire che quel professore si SBAGLIAVA di grosso! Ma, ancora più di questo, volevo essere una scrittrice che i bambini amassero leggere, volevo essere divertente e importante. Voglio che i bambini leggano, così quando il primo libro della serie è stato pubblicato e ho visto quanti lettori lo amassero, sono stata davvero felice.

I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambina e di adesso.
È davvero difficile scegliere quelli della mia infanzia! Ho sempre amato leggere e scrivere. Quando ero una bambina, i miei genitori hanno supportato le mie tendenze letterarie leggendo per me, incoraggiandomi a leggere, e comprandomi tantissimi libri. Ho ancora dei bellissimi ricordi della scuola elementare, quando leggevo il modulo d’ordine e il catalogo che arrivava insieme al Weekly Reader e decidevo quali libri dovevo assolutamente avere. Ne ho sempre ordinati tantissimi, e, con grande sorpresa, i miei genitori non si sono mai lamentati di questo. Poi, qualche settimana dopo, i nuovi libri arrivavano a scuola in due piccole scatole – una per me e una per il resto della classe. Amavo i libri! Adesso i miei preferiti sono Meg Cabot (The princess diary) e Barbara Park (Giulia B.), sono entrambe divertenti e piene di talento.
La parte migliore e quella peggiore dell’essere uno scrittore.
La parte migliore è senza dubbio quando i miei lettori si sentono vicini a Nikki e Max e vengono ispirati dalle loro avventure! Quando mi arrivano lettere che dicono: “Sono caduta a mensa e mi sono ricoperta di qualsiasi cosa” oppure “Sono sempre l’ultima persona che viene scelta quando facciamo le squadre nell’ora di educazione fisica” o ancora “Ho una cotta per questo ragazzo, ma a lui piace il capitano delle cheerleader”, è fantastico sapere che questi libri possono raggiungere i miei lettori ovunque nel mondo. Spesso ricevo lettere da adulti che mi ringraziano per aver scritto I diari di Nikki perché sono riuscita a coinvolgere i lettori riluttanti, trasformando i loro figli o studenti in avidi lettori.
Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato?
Erin e Nikki, le mie figlie, mi hanno ispirato per I diari di Nikki. Sono davvero molto simili a Nikki – delle vere FRANE. Molte delle storie della serie sono basate su fatti realmente successi a loro e a me quando andavamo alle scuole medie. Alle medie, erano davvero sveglie, facevano i loro compiti velocemente, avevano un bel rapporto con gli insegnanti, rispondevano a tutte le domande ed erano considerate per questo delle FRANE. Così erano isolate e non invitate alle feste, gli altri le prendevano in giro per i loro vestiti o per come parlavano, ed era davvero orribile, orribile, orribile. Una mattina, Erin ne ha avuto abbastanza… e ha detto qualcosa tipo “Sai una cosa? Sono orgogliosa di essere una frana, ed essere una frana è ok, e sono unica e diversa e creativa”. Così ho preso l’intera faccenda e l’ho incanalata nei Diari di Nikki. Max è ispirato a mio nipote, Preston James. Non tanto tempo fa, Preston è venuto a trovarmi insieme alla sua famiglia e – ommioddio! – non si è fermato un attimo! È appassionatissimo di supereroi e fumetti, ed è un vero terremoto! Con dei grossi pugni in plastica di Hulk, adorava prendere a pugni le pareti di casa mia. Si divertiva anche a scivolare giù dal corrimano, e quando l’ho visto con il suo mantello da supereroe guardare con interesse oltre il bordo della balaustra, ho urlato “Preston, no!”. Non va ancora alle medie – ha solo 7 anni – ma Preston è di certo la mia ispirazione per il personaggio di Max. Infatti, gli ho dedicato il primo volume della serie.

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