10 domande a Ashley Elston, autrice di “10 ragazzi per me”

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?

Ho sempre sognato di diventare una scrittrice, ma non avrei mai pensato che un giorno sarebbe successo davvero. Avevo paura che le mie idee non fossero abbastanza buone e di non avere abbastanza talento, quindi non ho iniziato a provare davvero fino a quando non avevo circa 30 anni. Anche allora, sentivo che sarebbe stato quasi impossibile avere successo, quindi potete immaginare quanto sia meraviglioso pubblicare il mio quinto libro!

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

Si! Il momento in cui entri nella tua libreria locale, la stessa in cui hai passato ore e ore tra gli scaffali, e vedi il tuo libro esposto è qualcosa di straordinario, surreale! Sono ancora entusiasta di vedere ogni nuovo libro come vedevo il primo.

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

La mia più grande kryptonite è non avere una scadenza. So che può suonare strano, ma lavoro meglio sotto pressione. Se il mio agente o il mio editore non stanno aspettando qualcosa, tendo a scrivere più lentamente, e spesso passano giorni in cui non scrivo nemmeno una parola. Ma non appena mi viene sta una scadenza, le parole iniziano a scorrere come un fiume.

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.

Da giovane, ho divorato tutti i libri di Judy Blume e poi, al liceo, ho scoperto Sidney Sheldon. Ho letto Se domani verrà e ricordo di essere rimasto scioccato dalla trama. Non riuscivo a mettere giù quel libro. Sapevo che se mai fossi diventata una scrittrice, avrei voluto avere quegli stessi elementi nei miei libri. Adesso leggo molti libri per adulti e per giovani adulti. All The missing girls di Megan Miranda è incredibile, e adoro ogni libro di Kasie West. Six of crows e Finnikin of the rock sono in cima alla mia lista dei libri fantasy preferiti, mentre come thriller i libri di Elle Cosimano e Kara Thomas mi tengono con il fiato sospeso.

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

La parte migliore è ricevere un’email da un lettore che mi dice di aver scoperto di amare leggere dopo aver letto uno dei miei libri. Non so descrivere quanto sia gratificante! Onestamente non so se esiste una “parte peggiore”. Ci sono cose che sono frustranti, come quando ho il blocco dello scrittore, ma onestamente sono così felice di poter continuare a pubblicare libri, che va bene così.

Come scrittrice, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?

La mia mascotte è sicuramente il mio cane, Bella. È una trovatella e credo sia un incrocio tra un beagle e un bassotto tedesco. Mi gironzola intorno mentre scrivo e trovo davvero utile raccontargli le trame e i personaggi dei miei libri. È una grande ascoltatrice!

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

Vengo da una grande famiglia, 21 nipoti e 37 pronipoti, e ho sempre voluto scrivere un libro che raccontasse la “pazzia” tipica delle grandi famiglie. Inoltre, ho incontrato mio marito grazie ad un appuntamento al buio e da allora sono sempre stata affascinata da questo tipo di appuntamenti. Credo che più che imparare qualcosa da questo libro, ho passato molto tempo a ricordare vacanze e feste di famiglia imparando ad apprezzarli sempre di più e ad esserne davvero grata.

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

Sono stata una fotografa di matrimoni per 10 anni.

Ho conosciuto mio marito durante un appuntamento al buio il 14 febbraio del 1992. Mi sono laureata il 14 maggio 1997. Ho sposato mio marito il 14 giugno 1997. Il mio primo libro è stato pubblicato il 14 maggio 2013. Quindi direi che il 14 è un numero davvero fortunato per me.

Quando avevo 16 anni, ho trascorso l’estate in Sicilia con mia nonna, facendo visita alla parte di famiglia che vive li.

Se non fossi diventata una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Mi piacerebbe prendere lezioni di cucina e imparare a fare piatti difficili e stravaganti. Inoltre, mi piacerebbe imparare a dipingere.

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori italiani? 

Sono davvero entusiasta di sapere che uno dei miei libri verrà pubblicato in italiano. La mia famiglia è italiana, i miei bisnonni sono emigrati qui dalla Sicilia all’inizio del 1900, e ci siamo stati molte volte quando ero bambina.  Quei viaggi sono stati alcuni dei momenti migliori della mia infanzia e sono stata entusiasta di esserci ritornata per una visita alcuni anni fa e averla mostrata ai miei figli. 

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