10 domande a Deborah Tung, autrice di “Passione Libri”

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?

Ho capito di volerlo diventare da bambina, a dieci anni circa. Ho sempre amato leggere e ho sempre letto di tutto: fiction, non-fiction e graphic novel.

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

È stata un’emozione unica. Si, un sogno diventato realtà. Da ragazza ho sempre trascorso molte ore in librerie e biblioteche e ho sempre immaginato come sarebbe stato pubblicare il mio libro e vederlo esposto sugli scaffali.

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

Ho paura che le mie idee e le cose che creo non siano abbastanza interessanti.

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.

Da bambina amavo leggere libri di Jacqueline Wilson e Roald Dahl. E qualsiasi cosa illustrata da Quentin Blake. Al momento mi piace leggere graphic novel, specialmente quelle di Lucy Knisley, Guy Delisle e Sarah Glidden.

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

La parte migliore è sicuramente l’aspetto creativo. Essere una scrittrice e illustratrice mi permette di creare cose, trasformare ogni momento della giornata in arte e raccontare storie attraverso immagini. La parte peggiore è che il mio lavoro è esposto al giudizio di molte persone, e siccome sono molto sincera nella mia arte, mi sembra di esporre me stessa al mondo.

Come scrittrice, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?

Probabilmente un gufo. Per la sua personalità tranquilla e per come sembra stia sempre attento ad osservare l’ambiente che lo circonda.

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

L’ispirazione per questo libro viene da esperienze personali. Leggere è qualcosa che ho sempre amato fare, visto che sono sempre stata molto timida e introversa. I miei amici e la mia famiglia mi hanno sempre preso in giro su come la mia passione per la lettura sia quasi un’ossessione, e di come io tenda a trattare i libri come se fossero i miei migliori amici. Mi hanno sempre fatto notare la mia abitudine di annusare i libri e altre piccole cose che sono diventate le prime idee per le prime vignette.

Quando ho condiviso questi fumetti online, i lettori sui social hanno iniziato a dirmi che anche loro si ritrovavano in queste mie piccole stranezze; mi ha sollevato scoprire che non ero l’unica stramba là fuori, con libri come migliori amici. Questo mi ha spronato a farne altri e alla fine a scrivere questa raccolta di fumetti come una lettera d’amore per tutti i bibliofili e una dedica al mio amore per i libri e la lettura.

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

La mia idea di pazzo venerdì sera è stare a casa con un buon libro. Penso costantemente a tutto nella mia vita. Sono molto impacciata quando incontro qualcuno per la prima volta e mi ci vuole davvero molto tempo prima di sentirmi a mio agio con lui – anzi, sono convinta del fatto che non mi sento davvero a mio agio con nessuno, eccetto la mia famiglia.

Se non fossi diventata una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Una sviluppatrice di software. Era il mio lavoro prima di diventare una scrittrice, e mi piace ancora.

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori italiani? 

Spero che i miei libri ispirino i lettori ad abbracciare le loro personalità e ad essere fieri delle loro anime da “topi di biblioteca”!

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