10 domande a Einat Tsarfati, autrice di “I miei vicini”

Ammettiamolo, ci siamo chiesti tutti almeno una volta chi fossero i nostri vicini; cosa fosse quello strano rumore proveniente dal piano di sopra o come mai la porta di fronte avesse sempre le finestre sbarrate. Come noi anche Einat Tsarfati si è posta spesso questa domanda, ha iniziato ad immaginarsi le vite meravigliose dei suoi vicini e… voilà, ne è nato un magnifico albo illustrato! Ora è il momento di scoprire di più su questa bravissima illustratrice, e per questo le abbiamo posto le nostre dieci domande.

 

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?

Credo di averlo capito solo quando ho finito di scrivere il mio primo libro. Forse perchè per me, essendo un’illustratrcie che scrive, il mio story telling inizia sempre con le immagini.

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

È sicuramente eccitante e un po’ incredibile ma allo stesso tempo ha un senso.

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

È sicuramente l’illustratrice che c’è in me. Quando illustro storie per altri autori è molto importante per me che le immagini completino il testo con un livello di dettagli e piccole storie che può accadere solo attraverso le illustrazioni. Quando invece scrivo e illustro allo stesso tempo la separazione è meno chiara per me e a volte si mischiano insieme.

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.

‘There’s a Nightmare in my Closet’ – Mercer mayer

‘Crictor’ – Tomi Ungerer

‘OH NO GEORGE!’ – Chris Haughton (Perchè mia figlia lo adora!)

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

La parte migliore è che sei tu a disegnare la tua stessa storia. La parte peggiore è che in realtà è davvero molto difficile raccontare una storia perchè devi essere molto libero, ma allo stesso tempo molto chiaro.

Come scrittrice, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?

Un gufo pigmeo

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

Ero sdraiata sul divano a casa (io abito in un edificio diviso in più appartamenti) e ho sentito la voce di un vicino che andava e veniva sulle scale. La cosa mi ha incuriosito, e mi sono chiesta chi potesse essere. Ho pensato che poteva essere chiunque. Ho collegato questa cosa con il fatto che adoro guardare le facciate degli edifici e immaginarmi chi ci vive dentro.

Ho imparato che una storia deve riflettere una parte di te; se cerchi di raccontare la storia di qualcun altro o di raccontare qualcosa che tu credi possa interessare agli altri ma a te no, allora semplicemente non funziona.

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

Ho deciso di essere vegetariana a 3 anni, quando ho scoperto che anche una cotoletta ha una madre.

Ho sette fratelli.

Un tempo nella mia stanza avevo un grosso lampadario che avevo costruito con bottiglie di plastica vuote.

Se non fossi diventata una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Archeologa.

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori italiani?

I libri per bambini rendono il mondo un posto un pochino migliore.

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