10 domande a Elise Broach, autrice di "Tutti vogliono un cucciolo"

Innamorata dell’Italia, degli animali, delle storie e degli M&M, Elise Broach, autrice dell’albo Tutti vogliono un cucciolo!, ci ha raccontato alcune curiosità grazie alla nostra intervista in dieci domande. Gran parte dei suoi libri per ragazzi sono New York Times Bestseller e nel divertente Tutti vogliono un cucciolo! ogni animale si prende cura di qualcun altro: “Ciò che insegnano davvero gli animali ai bambini non è la responsabilità, ma l’amore”.

Quando hai deciso che avresti fatto la scrittrice?
Amo raccontare storie fin da quando ero piccola, perfino prima che cominciassi a frequentare la scuola. Una volta che ho cominciato a scriverle, all’età di sette/otto anni, ero abituata a creare storie estremamente impossibili e le condividevo con i miei amici. Qualche volta ci alternavamo anche a scrivere capitoli di romanzi che non abbiamo mai finito. Ma non sono così sicura di avere mai creduto che sarei stata così fortunata da diventare una scrittrice. È stato un sogno che si è avverato.
Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?
Per qualcuno che è un amante dei libri come me, è stato bellissimo vedere il mio primo libro pubblicato. Ricordo ancora vividamente la chiamata dal mio editore e il modo in cui ho urlato con gioia. Tenere quel primo libro fra le mani dopo il lungo processo di pubblicazione è stato come l’inizio di una nuova vita…e lo era!
Hai una kryptonite nella scrittura?
Oh, probabilmente la procrastinazione. Amo scrivere, ma amo anche leggere, e pensare a cosa scrivere e immaginare storie nella mia testa. Tutte queste cose possono essere più piacevoli del duro lavoro che si fa quando si scrive una storia e si fanno i conti con le sue inevitabili imperfezioni.

I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambina e di adesso.
Da piccola, tra i miei libri preferiti c’erano La tela di Carlotta di E.B. White, La piccola principessa di Frances Hodgson Burnett e la serie Great Brain di J.D. Fitzgerald. Oggi ci sono molti libri per bambini che adoro. Alcuni dei più recenti sono il romanzo Buchi nel deserto di Louis Sachar, l’albo illustrato Meet Wild Boars di Meg Rosoff e School’s First Day of School di Adam Rex.
L’aspetto positivo e quello negativo dell’essere una scrittrice.
Credo che la cosa migliore sia far parte del mondo editoriale. Ho sempre amato leggere, quindi fare libri come primo lavoro è bellissimo. Scrivo le storie, le vedo trasformarsi in veri libri, parlo con bambini e adulti del processo creativo, amo tutto questo. La cosa peggiore è probabilmente l’incertezza di tutto questo. È impossibile sapere come un libro se la passerà nel mondo.
Come scrittrice, cosa sceglieresti come mascotte/avatar/spirito animale?
Un colibrì o una lontra marina. Sono giocherelloni, scherzosi e curiosi, e credo che siano i tratti essenziali per uno scrittore di libri per bambini.
Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato.
Ho sempre amato gli animali e li ho da quando avevo quattro o cinque anni: dai gerbilli alle tartarughe, dai pappagallini ai cani. La gente dice sempre che gli animali insegnano ai bambini la responsabilità, ma io credo che ciò che insegnino davvero gli animali sia l’amore. Ho avuto l’idea per Tutti vogliono un cucciolo! immaginando che i miei animali volessero qualcosa a cui badare, qualcosa di veramente loro. Una cosa che ho scoperto scrivendo il libro è che ci sono tanti modi in cui gli animali si prendono cura degli umani. Non è per niente una relazione a senso unico.

Raccontaci 3 cose interessanti o folli di te.
In Italia esistono gli M&M? In America sono famosi e ne ho mangiati così tanti in questi anni che posso riconoscere il colore di ognuno dal gusto.
Ho vissuto in lungo e in largo negli Stati Uniti e in Gran Bretagna perché la mia famiglia si è trasferita nove volte durante la mia infanzia.
Non ho mai conosciuto un cane che non sia riuscita a convincere a essere mio amico, perfino i cani che generalmente amano solo i loro padroni.

Se non fossi una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Forse un detective o un giudice. Le persone mi incuriosiscono e sono interessata ai problemi morali.
Cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?
Oh, solo che amo l’Italia e sono elettrizzata dall’idea di avere lettori italiani! Quest’anno sono stata alla Biennale di Venezia per la prima volta con mia figlia e ci siamo divertite un sacco a esplorare la città, a mangiare pasta e gelato e osservare la straordinaria arte. È un onore far parte del mondo degli albi illustrati in Italia.

Newsletter

Scelta della lista

Acconsento al trattamento dei dati personali secondo i termini di legge *