10 domande a Ethan M. Aldrige autore di “Tra due mondi”

Quando hai capito che volevi diventare uno scrittore?

Ho sempre amato creare storie. Fino ai miei 16 anni non sono riuscito a realizzare che tutto questo poteva diventare una vera professione. Non appena l’ho capito, mi sono reso conto che non avrei fatto nient’altro che questo nella mia vita. Amavo le storie fantasy quando ero piccolo e le amo tutt’ora.

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

Onestamente non potevo crederci all’inizio. “ Tra due mondi” l’ho scritto per divertimento, una scusa per per trarre qualcosa da tutte le fiabe e le fiabe popolari che amo e amavo così tanto. Quando ho saputo che un editore voleva trasformarlo in un vero libro, sono stato felicissimo. È molto divertente disegnare troll e raccontare favole per vivere.

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

Qualsiasi tipo di stress ostacola davvero la mia capacità di scrivere. Che si tratti di preoccuparsi delle tasse o di un appuntamento con il dentista, ho difficoltà a lavorare quando sono preoccupato per qualcosa (e mi preoccupo molto). Rendo molto meglio, infatti, quando mi sveglio presto, faccio esercizio fisico, bevo una bella tazza di tè e ho un’intera giornata solo per lavorare.

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.

I miei preferiti di quando ero bambino lo sono tutt’ora. E sono molti. Tra questi: Brian Selznick, John Bauer e Diana Wynne Jones.

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

La parte più bella di essere uno scrittore è poter parlare di storie con le persone. Io passo molto tempo in convention e librerie, e ho sempre amato parlare con le persone di fiabe, tradizioni, racconti e scrittura.

La parte “peggiore” (a parte la generale ansia che gli altri scrittori e illustratori hanno) è quando ti viene in mente un colpo di scena davvero buono o davvero divertente per la tua storia, e poi ti rendi conto che non potrai parlarne con nessuno per un bel po’.

Come scrittore, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?

Un rospo. Ho diversi disegni e giochi che rappresentano rospi sulla mia scrivania, come portafortuna. Sembrano molto rilassati e scontrosi allo stesso tempo. Riesco a comprenderli.

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

Le idee che mi venivano per la stesura di “Tra due mondi”  si sono sviluppate nel corso di diversi anni. Tengo sempre con me un piccolo taccuino, dove faccio schizzi di cose che trovo interessanti, appunti su fiabe che ho letto di recente, idee che mi vengono in mente, ecc. Molti dei personaggi di questo libro provengono da lì. Cominciarono tutti a riunirsi in quello che alla fine sarebbe diventato “Tra due mondi” quando un giorno ero in treno a New York City. Ho guardato in un tunnel buio verso tutte le strane piccole luci che fluttuavano nell’oscurità, e ho immaginato un intero altro mondo sotterraneo, nascosto alle persone sopra il suolo. Questo è stato l’inizio. Nel corso del lavoro su “Tra due mondi”, ho imparato a fidarmi del mio istinto e dei miei interessi. Se pensavo che un certo outfit sarebbe stato carino per un personaggio, lo disegnavo. Se pensavo che una vecchia fiaba fosse interessante, trovavo un modo per inserirla nella storia. Ho imparato che più mi divertivo a lavorare sul libro, più il libro diventava migliore.

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

Sono cresciuto in una città agricola nelle campagne (circa 800 persone vivevano là a quel tempo, ed era ad un’ora di macchina dalla città più vicina). La scuola in cui ho studiato non insegnava acquarello, quindi ho imparato da solo. Ho studiato da libri e dipinti di artisti che ammiravo e imparato come migliorare la tecnica. Sto imparando ancora adesso.

Se non fossi diventato uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Non so come potrei fare qualsiasi cosa che non contempli lo scrivere o il disegnare, questo lavoro per me è tutto. Suppongo che potrei lavorare disegnando personaggi per animazioni. Prima di iniziare a lavorare a tempo pieno come autore/illustratore, lavoravo in una piccola pasticceria in Brooklyn. Era piacevole, e certamente mi teneva ben rifornito di pasticcini.

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori italiani? 

Spero che siate felici del libro! Mi sono divertito molto a scrivere “Tra due mondi”, e sono entusiasta di poter condividere il mondo che ho creato con i lettori italiani. Spero che amerete i personaggi della storia come li ho amati io.

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