10 domande a: Jennifer Castle, autrice di "Insieme a mezzanotte"

«Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre.» Ce lo ricorda Jennifer Castle in Insieme a mezzanotte, il suo nuovo romanzo. Jennifer Castle vive a New York con il marito, due figlie e due gatti. È amatissima dai suoi lettori e i suoi romanzi hanno ricevuto diversi riconoscimenti. Per saperne di più su di lei, sulle sue passioni e sui suoi libri, le abbiamo rivolto le nostre dieci domande!

Quando hai deciso che avresti fatto la scrittrice?
Ho sempre voluto essere una scrittrice! Ho scritto una poesia quando avevo tre anni e da quel momento mi sono sempre occupata di storie. Ho sempre avuto quest’unica passione fin da giovanissima, e mi ha aiutata molto mentre crescevo. Mi ha dato una voce. Mi ha dato un posto dove potevo avere il controllo. E mi ha dato un’identità. Nel momento in cui tutti cercano di capire lentamente chi sono, io sapevo che scrivere era la parte più grande di me, e ho lasciato che mi guidasse in molte delle mie decisioni.
Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?
Ci ho messo sei anni a scrivere il mio primo romanzo, The Beginning of After, e vederlo finalmente sotto forma di libro, sullo scaffale di una libreria, è stata quasi un’esperienza extracorporea. Me ne stavo lì, fissandolo e piangendo. Nella mia testa, sono tornata alla me sedicenne: “Continua a sognare e non lasciare andare i tuoi obiettivi! Questo accadrà davvero un giorno!”. Mi sono risvegliata solo quando una libraia è venuta lì, preoccupata, a chiedermi se stessi bene…
Hai una kryptonite nella scrittura?
La mia kryptonite sono le trame. Adoro sviluppare i personaggi e scrivere i dialoghi, e creare intensi momenti umani tra le persone. Ma non è che i personaggi se ne possono star lì a parlare per tutto il libro, devono fare cose, e il tutto deve sembrare naturale e interessante. È davvero difficile per me! È come un puzzle gigante dove tutti i pezzi vanno al loro posto perfettamente, e non solo devi risolvere il puzzle, ma anche creare i pezzi come prima cosa. Se ho ben chiari i personaggi e i loro mondi, la storia si rivela da sola… ma ci vuole sempre un po’ di tempo (e parecchio caffè!).
I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambina e di adesso.
Da piccola adoravo C.S. Lewis, Madeleine L’Engle e Judy Blume (ancora adesso, soprattutto quando li leggo ai miei bambini). Oggi sono una grande fan di Rainbow Rowell, Jennifer Weiner e Neil Gaiman. I miei gusti sono molto vari!
L’aspetto positivo e quello negativo dell’essere uno scrittore.
L’aspetto positivo: ascoltare dai lettori che hanno amato il tuo libro che le loro vite sono migliori dopo averlo letto. L’aspetto negativo: la pagina bianca dalla quale iniziare, sapendo che dovrai riempirla di parole. A volte sembra impossibile. A volte non potrei fare altro. Ma sto lì, e le parole arrivano e adoro scrivere. Fino al giorno successivo e alla successiva pagina bianca.
Come scrittrice, cosa sceglieresti come mascotte/avatar/spirito animale?
Sono un’amante dei gatti. Scrivo con i miei due gatti, Angel e Squash, vicino a me (e spesso con loro in braccio). Anche se sono pigri dormiglioni mentre io lavoro sodo, la loro energia “felina” mi fa bene. I gatti sono onesti e semplici. Spero che i miei libri lo siano altrettanto.
Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato.
Insieme a mezzanotte ha diverse ispirazioni. So che volevo ambientare una storia d’amore a New York durante la strana, sospesa realtà della settimana tra Natale e Capodanno. Sapevo anche che volevo raccontare la storia di Kendall e Max, due personaggi secondari del mio romanzo precedente (What happens now), perché erano così interessanti che non riuscivo a lasciarli andare. Oltre a queste, ho avuto due grandi ispirazioni. Ho firmato recentemente per una sfida online per fare un atto di gentilezza ogni giorno per una settimana. Sembra facile, vero? In realtà, è stato davvero difficile! Nella sfida, puoi fare una tipologia di gentilezza solo una volta (come offrire un caffè a un estraneo). Ho scoperto che è difficile riconoscere quando un estraneo ha bisogno di un atto di gentilezza, e di quale tipo. Ed è difficile capire cosa è davvero una gentilezza. Ma ho imparato che quando usciamo dalle nostre piccole bolle, la gentilezza è ovunque. Adoro l’idea che ogni persona che incontriamo sta combattendo una battaglia silenziosa di cui non sappiamo niente. L’empatia è importante. Stavo giusto pensando alla questione della gentilezza quando qualcosa di tragico è successo nella mia piccola città: una ragazza che era amata, brillante e vitale ha perso la vita a causa delle droghe. Dopo lo shock e la confusione iniziale, ho scoperto che molti dei suoi amici sapevano che stava sperimentando diverse droghe, ma nessuno ne ha parlato con i genitori o gli insegnanti. So che tragedie di questo tipo accadono in continuazione: vedi che sta accadendo qualcosa di brutto, e sai che è male, e vorresti intervenire. Ma hai paura per la tua sicurezza o per qualcun altro, o solo non sai come fare. Pensiamo che qualcun altro sia in grado di farlo ma l’ironia è che più persone sono testimoni della situazione, meno il singolo interviene. È l’“effetto spettatore” e fa parte della natura umana. Così volevo scrivere una storia su due ragazzi che vivono un’esperienza del genere e ne rimangono traumatizzati. Ma invece di rinchiudersi in loro stessi, trovano il modo di trasformare il tutto in una cosa positiva. Trasformare la colpa in una cosa positiva è più facile di quello che sembra, e può essere fatto in tantissimi modi nel nostro mondo, in famiglia o a scuola, o nella nostra comunità… o perfino per la situazione politica del nostro paese. Penso che la gentilezza, la connessione e l’azione ci aiuteranno a sopravvivere a questi tempi folli.
Raccontaci 3 cose interessanti o folli di te.
Ho vissuto a Los Angeles per venti anni, lavorando per diversi studi cinematografici e scrivendo sceneggiature nel mio tempo libero (nessuna è diventata un film, ma alcune ci sono andate vicine). Per un po’, sono stata assistente di diverse celebrità. Ho imparato come funzionano le cose a Hollywood… e non è niente di bello! Le cose che accadono nella vita vera sono strane come quelle che puoi leggere nei libri.
Quando avevo 10 anni, ho visitato l’Egitto con la mia famiglia. Una notte, siamo andati alle Piramidi di Giza e ci siamo arrampicati sulla più piccola, la Piramide di Micerino. Sono quasi certa che non sia permesso farlo.
Sono una vera nerd del teatro! Seguo tutte le news sugli spettacoli a Broadway, commedie, musical e attori come altre persone seguono lo sport. Sono stata quasi un’attrice e una cantante quando ero una teenager, ma adesso sono felice di vedere le mie figlie sul palco (e fare loro i costumi).
Se non fossi una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Lavorerei con gli animali in qualche modo. Studiandoli, salvandoli o prendendomene cura. Sono sempre gelosa delle persone che danno da mangiare ai cuccioli di koala, studiano i leoni nel loro habitat o lavorano negli orfanotrofi per elefanti. So che è un lavoro duro ed emotivo, ma lo amerei.
Cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?
Quando avevo 14 anni, ho trascorso un’estate indimenticabile in Italia. La gente meravigliosa, la storia infinita, l’arte spettacolare – tutto mi ha segnato e aiutato nel mio diventare donna. Significa molto per me che il mio libro sarà nelle mani dei lettori italiani, e che si affezioneranno alla storia, spero. È vero, è una storia di ragazzi a New York, ma potrebbe essere ambientata ovunque. E spero che ovunque voi siate, e in qualunque lingua la leggiate, Insieme a mezzanotte vi ispiri a connettervi con tutti quelli che vi circondano.

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