10 domande a Kate DiCamillo, autrice di “Le avventure del topino Despereaux”

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?

All’università. Poi ho sprecato 10 anni a discutere di scrittura, a sognare di diventare una scrittrice leggendo libri sulla scrittura senza però scrivere niente. Finalmente una volta che mi convinta, ho iniziato a scrivere, all’età di 30 anni.

 

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

Incredibile. Ancora (17 anni dopo) rimango sempre senza fiato quando succede, è stato un sogno diventato realtà e lo è tuttora.

 

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

Ah. No.  Vorrei averla. L’unico potere che ho è la capacità di mettermi seduta e lavorare. Ed essere molto paziente.

 

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.    

Da bambina:  Beverly Cleary, Stuart Little di E.B. Whites e la serie dell’orsetto Paddington .

Oggi: Mo Willems, Katherine Paterson, Christopher Paul Curtis

 

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

Migliore: parlare con i bambini dei libri che ho scritto. Peggiore: non sapere davvero quello che sto facendo; è come camminare su un lungo buio viale, seguendo la linea della luce narrativa.

 

Come scrittore, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?  

oooh. un corvo

 

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

Le origini della storia di Raymie hanno inizio durante la mia infanzia. E l’ho scritta dopo aver parlato della mia infanzia con dei bambini. E cosa ho imparato? Che ero più forte di quello che pensassi.

 

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

Sono la persona più noiosa al mondo. Perciò, vediamo un po’. Potrei mangiare (felicemente) pizza per cena tutte le sere della mia vita. Amo i cani. Non riesco a fare niente senza bere del caffè. In più: sono una burbera vivace.

 

Se non fossi diventato uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Non c’è qualcos’altro che vorrei fare. Ho trovato il lavoro perfetto per me.

 

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori?

Grazie. Sono così grata di avervi come lettori, e così grata che voi crediate nel potere delle storie.

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