10 domande a Phil McAndrew, illustratore di “Gigi delle caverne”

Quando hai capito che volevi diventare un illustratore? 

È una cosa che volevo fare da sempre! Alcuni dei miei primi ricordi sono proprio riguardo a questo: io seduto a disegnare. Insomma, è qualcosa che mi è sempre piaciuto. Da piccolo amavo i fumetti, e ad un certo punto ho capito che doveva esserci qualcuno che veniva pagato per realizzarli. E io volevo essere quella persona.

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

Si! È stato qualcosa di surreale. Il mio primo libro è stato pubblicato nel 2013. Mi ci sono voluti un paio di anni per realizzarlo, quindi tenerlo per la prima volta tra le mie mani è stato qualcosa di davvero emozionante.

Hai una tua kryptonite personale nel tuo lavoro?

All’inizio della mia carriera c’erano sicuramente delle cose che avevo paura di disegnare o che evitavo perchè mi sembravano troppo difficili da realizzare. Alla fine ho capito che potevo disegnare qualsiasi cosa, bastava sedersi alla scrivania e rimboccarsi le maniche. Penso ancora che le macchine siano abbastanza complicate da disegnare, ma so che posso farlo, se ci metto impegno.

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.  

Da bambino adoravo i libri di Roald Dahl, la serie Dov’è Wally di Martin Handford e Fuga al Museo di E.L. Konigsburg. Ora, alcuni dei miei autori preferiti sono Joann Sfar, Quentin Blake e Stephanie Vaughn.

La cosa più bella e quella più brutta del lavoro di illustratore.

La parte migliore è che è divertente! Devo disegnare tutto il giorno e far ridere la gente. Inoltre per ogni progetto devo fare delle ricerche e imparo sempre qualcosa di nuovo. La parte peggiore è che la paga non è sempre delle migliori e spesso devo lavorare ore e ore per riuscire a rispettare le scadenze, rimanendo sveglio la notte.

In qualità di artista, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?

Una delle mie tante piante d’appartamento.

Qual è stata la tua prima impressione di questo libro e che cosa hai imparato, illustrandolo?

Ho subito pensato che fosse molto divertente, ma che parlasse anche di temi vicini a molti bambini (ma anche adulti)

Raccontaci tre cose interessanti/folli su di te.

Suono la batteria in una band, ho passato un anno a lavorare sulla puntata pilota del mio show televisivo (che non è mai andato in onda), ho avuto un camaleonte come animale domestico.

Se non avessi fatto l’illustratore, che lavoro avresti scelto?

Credo che sarei diventato un filmmaker. Da giovane spesso creavo piccoli cortometraggi insieme ai miei amici, e mi è sempre piaciuto farlo. È un altro modo per raccontare storie divertenti in maniera visiva.

C’è qualcosa di particolare che vorresti dire ai tuoi lettori italiani?

Mi piacerebbe molto venire in Italia! Chissà, forse verrò per una visita!

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