10 domande a Mary Leatherdale, autrice di "In mezzo al mare"

In mezzo al mare Storie di giovani rifugiati è un libro di cui andiamo molto fieri. Non solo perché ricorda il valore dell’accoglienza, ma anche perché, tramite dati e informazioni riportate tra un racconto e l’altro, dimostra come il fenomeno della migrazione faccia parte da sempre della storia di tutti i popoli ed è parte del suo DNA. In mezzo al mare ha il valore di un documento storico e la bellezza di un albo illustrato e parla ai lettori di tutte le età. Mary Beth Leatherdale, l’autrice, ha voluto accostarsi al tema della migrazione da un’altra e inedita prospettiva. È andata alla ricerca di storie, tramite ONG e associazioni o, laddove la storia apparteneva al passato, una fondazione museale. Sono nati cinque racconti che narrano cinque storie vere di altrettanti rifugiati, di periodi storici e popoli diversi, uniti dall’essere stati migranti per mare quando erano bambini. E che ce l’hanno fatta.
Noi abbiamo voluto intervistarla per saperne di più su di lei e sul suo importante progetto!

Quando hai deciso che avresti fatto la scrittrice?
Quando avevo tredici anni, scrissi un articoletto sul giornale locale su cosa stesse accadendo nella mia scuola. Presi la cosa molto sul serio. Da editor di giornali per ragazzi, ho sempre scritto articoli e storie. Ma è stato quando ho cominciato a lavorare al mio primo libro che mi sono sentita – e mi sono definita – una scrittrice.
Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?
Prima che il mio primo libro fosse pubblicato, ho lavorato come editor per anni tanto da conoscere bene l’eccitazione di vedere un progetto amato divenire un libro. Però non mi ha preparato al brivido di tenere il mio libro fra le mani. Ogni volta che vedo uno dei miei libri in una libreria, voglio saltare di gioia.
Hai una kryptonite nella scrittura?
Leggere è ciò che mi distrae dalla scrittura. Potrei passare ore a leggere per fare “ricerca” o navigare su internet quando, invece, mi sono ripromessa di scrivere.
I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambina e di adesso.
Quando ero piccola, amavo l’albo Snowy Day di Ezra Jack Keats con le sue illustrazioni fantastiche a collage, Professione spia di Louise Fitzhugh, e The Family Nobody Wanted, biografia di Helen Doss. Oggi, mi piace il lavoro di così tanti autori e illustratori che è difficile sceglierne tre. Eleanor Shakespeare, la mia spalla per In mezzo al mare, è definitivamente una delle mie illustratrici preferite. Leggo tutto ciò che Zadie Smith scrive – romanzi, saggi, racconti. Recentemente ho letto e amato L’albero dei desideri di Katherine Applegate, un romanzo middle-grade narrrato da una quercia rossa. L’albero dei desideri è bellissimo e fantastico – una delle storie più potenti sui nuovi arrivati che abbia mai letto.
L’aspetto positivo e quello negativo dell’essere una scrittrice.
Per me la parte migliore è passare il tempo a pensare, ricercare e scrivere cose di cui ti appassioni. La parte peggiore è che la scrittura ti rende solitario nei momenti in cui sei bloccato nella tua testa per gran parte della giornata. Il tuo editor deve essere preparato se ti chiama. Tutto ciò che vuoi fare è parlare, parlare, parlare.
Come scrittrice, cosa sceglieresti come mascotte/avatar/spirito animale?
Sceglierei un gufo come spirito animale, non perché sono così saggia ma perché sono un’osservatrice, curiosa su tutto, e spesso agisco d’istinto. In più, ero l’editor di un giornalino per la fascia d’età 9-13 chiamato GUFO e ho amato lavorarci.
Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato?
Nell’autunno 2015, milioni di rifugiati e migranti stavano rischiando le loro vite nel Mar Mediterraneo cercando asilo in Europa. Ero sconvolta dalle traversate e dall’ostilità in molti Paesi nei confronti di coloro che cercavano asilo. Scrivere In mezzo al mare mi ha dato la possibilità di saperne di più e di fare qualcosa in piccolo parte. Ruth, José, Najeeba e Mohamed mi hanno insegnato tantissimo. Ora quando vedo i rifugiati tra le notizie penso a loro e alle loro famiglie, ai motivi che li fanno allontanare dalle loro case, al loro coraggio e alla resilienza.
Raccontaci 3 cose interessanti o folli di te.
Sono molto brava a imitare le firme ma uso questo talento per divertimento, non per attività criminali.
Il mio cane è adottato così le ho fatto il test del DNA. Il test ha detto che era un incrocio tra un Husky e un Rottweiler. Ho dei sospetti. Non sembra per niente un Rottweiler. (A voi il parere, la sua foto è sul mio sito.)
Mio padre è nato in una fattoria dove sono cresciuta. Appartiene alla mia famiglia da sei generazioni e vado ancora lì nei weekend e durante le vacanze estive.
Se non fossi una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Mi piacerebbe produrre documentari e viaggiare intorno al mondo alla ricerca di storie vere ed emozionanti, e filmarle.
Cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?
Grazie mille per il vostro interesse nei confronti di In mezzo al mare. Spero di incontrarvi e di ascoltare presto le vostre storie.

Newsletter

La nostra newsletter

Scelta della lista

Acconsento al trattamento dei dati personali secondo i termini di legge *