10 domande a Maurizio Bonomi, autore di “Un bravo cuoco”

Da cuoco, avresti mai pensato di diventare autore di un libro?
Non credevo lo sarei mai diventato! E a dir la verità mi diverte e mi piace moltissimo però averlo fatto non con un libro tradizionale di cucina, ma con un libro per bambini. È stato un progetto che mi ha appassionato fin dal primo istante.
Com’è stato vedere pubblicato questo libro? È stato l’avverarsi di un sogno?
Una grandissima soddisfazione e mi riempie di orgoglio.
Hai una tua kryptonite personale nel lavoro che fai?
Non penso di averne, credo sia perché mi piace fare tutto. Mi piace qualsiasi aspetto del mio lavoro e non mi stanco mai di studiare, imparare e sperimentare strade nuove.
Tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.
Da piccolo leggevo per lo più fumetti. Tra i miei preferiti sicuramente Topolino e, una volta cresciuto, Dylan Dog.
Qual è la parte migliore e quella peggiore del tuo lavoro?
La parte migliore è il poter essere creativo e il fatto che sia un lavoro sempre dinamico in cui è impossibile annoiarsi.
La parte più difficile sono sicuramente gli orari: avendo una famiglia a volte è un po’ complicato. Anche da ragazzo, quando tutti uscivano a divertirsi, io dovevo lavorare.
Come cuoco, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?
Sicuramente un Ghiottone! Mangia di tutto, come un cuoco che deve essere sempre pronto a provare qualunque cosa! Una volta ho persino assaggiato gli insetti!
Lavorare a un libro che parla del tuo lavoro ti ha insegnato o lasciato qualcosa?
Mi ha fatto riflettere su alcuni aspetti del mio lavoro che prima davo per scontato. Mi ha ricordato perché, dopo 25 anni, ancora amo fare quello che faccio.
Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.
  • Ho partecipato ad una puntata della trasmissione TV di Simone Rugiati, Food Advisor, aggiudicandomi il titolo di miglior polenta di Bergamo!
  • La mia mamma odiava cucinare! Cucinare voleva dire sporcare, e lei voleva avere sempre tutto in ordine e pulito. Così, forse per reazione ho iniziato a cucinare!  🙂
  • Per me cucinare non è un lavoro, è una vera passione, è più forte di me. Ogni volta che invito qualcuno a casa, è scontato che si fermi anche a mangiare.
  • Ne aggiungo una: ogni volta che devo mettermi a dieta è una tragedia, lo trovo davvero impossibile!
Se non fossi diventato un cuoco, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Di questo ho riflettuto durante questi mesi di lockdown e credo che sicuramente mi sarebbe piaciuto fare l’infermiere, in modo da poter stare vicino alle persone che stanno male, aiutandole.
Vorresti dire qualcosa a chi leggerà il tuo libro e sogna di fare il tuo lavoro?
Non crescete mai. Fate questo lavoro con il bambino che avete dentro. Soltanto una mente libera può dar vita a dei piatti che sono delle opere d’arte.

Newsletter

Scelta della lista

Acconsento al trattamento dei dati personali secondo i termini di legge *