10 domande a Molly Brooks, autrice di “Astrid e Miranda”

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?

Fin da piccola ho sempre voluto raccontare storie.

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?

Assolutamente si! Continuavo a sfogliarlo, annusando l’inchiostro sulle pagine, incredula ma felice di averlo finalmente tra le mani.

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?

A volte mi lascio prendere dall’entusiasmo e divento maniacale nella costruzione del mondo e finisco sempre per dover tagliare un sacco di divagazioni logistiche. È molto difficile ammettere a me stessa che un dettaglio che mi piace davvero sta danneggiando la storia, invece di aiutarmi a raccontarla.

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.      

Da bambina:
La serie Wayside School di Louis Sachar
The Fairy Rebel di Lynne Reid Banks
Enchanted Forest Chronicles di Patricia C. Wrede
Oggi:
Asterios Polyp di David Mazzucchelli
La serie Mondodisco di Terry Pratchett
Pretty Deadly di Kelly Sue Deconnick, illustrazioni di Emma Ríos, colore di Jordie Bellaire)

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?

La parte migliore è quando penso di aver praticamente finito con una storia, ma poi improvvisamente capisco il pezzo di trama che mancava, e si adatta così perfettamente allo spazio che non mi rendevo conto che stavo lasciando vuoto per esso , che è difficile non pensare alla storia come a qualcosa che stava aspettando, completamente formato, che io lo scoprissi a poco a poco. La parte peggiore è riuscire a rispettare le scadenze.

Come scrittrice, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?  

Un gatto, perché il mio processo lavorativo è molto felino: esplosioni di attività e tanti sonnellini per riprendersi.

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?

La storia per questo libro è nata da una sfida con il mio amico Andrea Tsurumi: abbiamo competuto nel creare brevi fumetti dal prompt “Ragazze teenager detective dello spazio” in cui ho unito il mio amore per Star Trek e per i polizieschi. Così sono nate Astrid e Miranda.

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.

Da bambina una volta ho passato un’estate a casa di mia zia e mio zio in Umbria, ma le uniche parole italiane che ho imparato sono “fragola” e “limone”, perché mangiavo tantissimo gelato. Il mio hobby preferito, oltre a scrivere e disegnare è lavorare a maglia e ho realizzato maglioni per due cani dei miei amici. Facevo la freelance rilegando libri e cucio ancora tutti i miei album da disegno.

Se non fossi diventato una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Ricercatrice in archeologia mesoamericana.

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori?

Sono così felice di poter condividere questo libro con voi! Spero davvero che vi piaccia. 🙂

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