10 domande a Olivia Corio, autrice di "Rebecca dei ragni"

Con questo suo romanzo d’esordio Oliva Corio ha creato un mondo ricco di invenzioni tutte da scoprire, abitato da personaggi indimenticabili. Ma Olivia non è solo un’autrice; è anche una docente, appassionata di musica e animali (spesso infatti si ritrova a parlare in “canese” con il suo cane). Per scoprire come è nato questo racconto e il suo interesse per i ragni, non dovete fare altro che leggere le sue risposte alle nostre dieci domande!

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?
Da piccola, essendo figlia unica di genitori impegnatissimi nel lavoro, passavo molto tempo da sola a leggere e a fantasticare. Poi d’estate venivo spedita dalle zie e in quelle lunghe notti afose mi divertivo a raccontare storie di paura ai miei cuginetti più piccoli con i quali dividevo la stanza. In qualche modo mi consideravo una “raccontatrice” di storie al loro servizio!
Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?
Quando ho pubblicato il mio primo romanzo più che una grande soddisfazione ho provato un pizzico di incredulità. Era troppo bello per essere vero! Alle mie spalle c’erano stati tentativi andati a vuoto, racconti buttati, romanzi scritti a metà, ma non avevo mai mollato. Pubblicare un libro con un editore vuol dire essere riconosciuti come autori “per davvero”.
Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?
Gli esseri umani! Non riesco a scrivere se non c’è la più completa solitudine. Poi, terminata una storia, torno ad essere la solita: mi piace molto avere amici a casa e sono una gran chiacchierona, come dice mia figlia.
I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.
La magica medicina di Road Dahl, ma anche ogni cosa che ha scritto, lo adoro! Nel mio cuore ci sono anche Il barone rampante di Italo Calvino e Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. Tra gli autori che preferisco oggi ci sono Stephen King, IT è un capolavoro per me, e Margaret Atwood, visionaria e al tempo stesso onesta come solo gli americani sanno essere. Però ho un debole anche per i russi, profondi e malinconici come Bulgakov.
Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?
La libertà di immaginare per creare. E’ come partire per un viaggio in un oceano di possibilità. Tutto può succedere. Ma al tempo stesso c’è il rischio di tornare a mani vuote e questo avviene quando si inizia una storia e si scopre che non è credibile.

Come scrittore, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?
Sono fortunata perché una mascotte ce l’ho già ed è sempre tra i piedi quando scrivo! Si chiama Eva ed è un cane molto speciale perché ha orecchie “a sottiletta”, bianche e lisce, assolutamente irresistibili.
Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?
Rebecca dei ragni è ispirato a una scultura dell’artista Louise Bourgeois intitolata Maman, ovvero mammina. E’ un ragno gigantesco che rappresenta l’idea di maternità. Per me è stata una folgorazione: un ragno gigante che si chiama “mammina”, ho pensato, e se una storia cominciasse così? E se una mamma non fosse tenera e carina come tutti ci aspettiamo che sia? E se una creatura mostruosa non fosse cattiva? E se quello che ci fa paura fosse innocuo? Mi piace pensare al contrario, cercare di ribaltare gli stereotipi.
Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.
Ho l’abitudine di parlare in canese con il mio cane pronunciando le parole come se fossero latrati. Poi parlo con gli insetti che trovo in casa e che, ovviamente, non uccido mai. L’ultimo arrivato è uno scorpione che i miei figli hanno battezzato Richard, vive dietro il battiscopa ma la sera esce a salutare con le sue tenaglie (in realtà si prepara per la caccia notturna ma a noi piace pensarla diversamente). Sono un’appassionata di snowboard e faccio salti nello Snow Park, ma prima metto la maschera così i ragazzini non si accorgono che c’è una che ha più di quarant’anni lì con loro.
Se non fossi diventato uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Documentarista per il National Geographic.
Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori?
Siate curiosi e ridete di voi stessi e delle cose che vi accadono!

Newsletter