10 domande a Paige Braddock, autrice di “Ciocco, Panna e Caramello”

Paige Braddock ha trovato l’ispirazione per il suo graphic novel nel caos arrivato in casa insieme al loro nuovo cucciolo di otto mesi. Spera che i personaggi di Ciocco, Panna e Caramello riescano a portare gioia al lettori italiani.

Ecco le nostre 10 domande per conoscerla meglio!

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?

Avevo setti anni quando, per la prima volta, ho annunciato ai miei genitori di voler scrivere e disegnare fumetti. Credo ne siano rimasti un po’ sorpresi, ma che comunque sostenessero la mia idea… probabilmente pensavano che a un certo punto avrei cambiato idea!

Quanto tempo ci ha messo la tua storia ad arrivare sugli scaffali?

Il mio primo fumetto è stato creato per il giornalino della mia scuola superiore. Il fumetto si chiamava Captain Lightining e la storia parlava di un goffo supereroe. Il più delle volte, riusciva a malapena a salvare se stesso, ma era simpatico e divertente.

Sei la prima artista della tua famiglia?

Sì. Mio fratello e mio padre fanno parte entrambi parte della guardia forestale. Mia mamma, invece, era una maestra delle elementari.

I tre libri/scrittori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.

Quando ero piccola, vivevamo in campagna. Non c’erano fumetterie o librerie, quindi gli unici fumetti che leggevo erano quelli del Sunday Newspaper. I miei preferiti erano Peanuts e Beetle Bailey. Poco dopo, penso avessi undici anni al tempo, ho trovato Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis nella biblioteca della chiesa. Sono diventata una grande fan delle serie di fantascienza. E, tutt’ora, sono una grande fan delle strisce a fumetti classiche.

Qual è la parte migliore e quella peggiore dell’essere una scrittrice?

In un certo senso, devi essere il capo di te stessa. Quindi, questo significa che devi trovare dei modi per incoraggiarti a lavorare e migliorare sempre l’arte della scrittura e del disegno. Anche, il dress code da ufficio è molto casual quando si lavora da casa.

Come scrittrice, cosa scegliersti come mascotte/avatar/animale guida?

Un corvo. Sì, sicuramente un corvo.

Come hai avuto la prima idea per questo libro e cos’hai imparato scrivendolo?

Abbiamo portato a casa un cucciolo di otto settimane e ha subito messo a soqquadro la nostra casa. Ma nella confusione, ho trovato tantissima ispirazione grazie all’introduzione di un nuovo membro della famiglia. Quello che era iniziato come un libro con molto umorismo è diventato una storia sull’accettazione, la condivisione e la compassione.

Raccontaci 3 cose folli/interessanti su di te.

Amo il deserto. Viaggio fino al Joshua Tree National Park ogni anno per il mio compleanno. Amo il profumo di ginepro. Due anni fa, ho conosciuto Hayao Miyazaki nel suo studio in Giappone. È stato uno dei momenti più significativi della mia carriera da fumettista.

Se non fossi diventata un’autrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Credo che sarei una guardia forestale, come mio padre. Amo gli alberi e adoro stare all’aria aperta. Leggo continuamente libri sugli alberi. Al momento sto leggendo Wild Trees di Richard Preston. Parla degli alberi più alti della Terra, la maggior parte dei quali si trova nel nord California.

Cosa vorresti che i lettori italiani ricordassero della tua storia?

Spero che questi personaggi e le loro storie portino gioia al lettore. E spero che li faccia ridere.

 

Fotografia: credit Evelyn Braddock

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