10 domande a Pascale Frey, autrice di “Questo l’hai letto?”

Ha cominciato con gli orologi a cucù ed è approdata alla letteratura. Pascale Frey è una giornalista e critica letteraria che è riuscita a trasformare la sua passione per la lettura in una professione. Riuscirà anche a far entrare in casa un elefante?

Scopritelo nelle nostre 10 domande alla co-autrice di Questo l’hai letto!

 

Quando hai capito per la prima volta di voler diventare una scrittrice?

Non sono veramente una scrittrice, ma una giornalista. È un lavoro che sognavo di fare da quando avevo quindici anni. Volevo lavorare in un giornale, e in particolare per la rubrica letteraria.

 

Come è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È un sogno che è diventato realtà?

Ero molto felice, ma non quanto lo ero quando fu pubblicato il mio primo articolo, sugli orologi a cucù! Forse però dovrei anche aggiungere che al tempo lavoravo per la rubrica «cani investiti»(ovvero la cronaca locale)…

 

Hai una “Kryptonite” dello scrittore, qualcosa che ti impedisce di scrivere?

No, niente.

 

I tuoi tre libri/autori/illustratori preferiti quando eri una bambina e oggi.

  1. Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust
  2. Le meurtre de Roger Ackroyd di Agatha Christie
  3. Quello che ho amato di Siri Hustvedt

E centinaia di altri…

 

La parte migliore e la parte peggiore di essere una scrittrice.

La solitudine è la parte migliore, ma anche la più difficile, di questo lavoro.

 

Come scrittrice, cosa sceglieresti come tuo avatar/mascotte/spirito animale?

Amo gli elefanti e li considero dei portafortuna. Purtroppo, però, è molto difficile averne uno in casa!

 

Come ti è venuta la prima idea per questo libro e cosa hai imparato scrivendolo?

È successo mentre parlavo con Soledad. Entrambe amiamo molto leggere (e ridere!) e abbiamo deciso di condividere il lavoro: io avrei riassunto, lei avrebbe disegnato. E abbiamo scoperto che qualsiasi libro può essere raccontato in una pagina.

 

Raccontaci qualcosa di interessante (o di folle!) su di te.

Non credo di aver passato un giorno senza leggere sin da quando avevo quattro anni. Devo ammettere, però, che non ho sempre buon gusto e che mi piacciono i libri sdolcinati. È lo stesso con i film. Ho chiesto ai miei figli di mettere nella mia bara Un affare da ricordare di Leo McCarey con Cary Grant e Deborah Kerr. L’avrò visto almeno cinquanta volte, ma piango ancora nelle stesse parti…

 

Se non potessi essere un autore, quale sarebbe il tuo mestiere ideale?

Mi sarebbe piaciuto essere una direttrice d’orchestra.

 

C’è qualcosa di particolare che vuoi dire ai tuoi lettori italiani?

Siamo molto felici e orgogliose che vi siate interessati al nostro libro. E speriamo di farvi conoscere libri di cui forse non avete mai sentito parlare prima. E anche di farvi ridere (almeno un po’)!

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