Le esperienze di una nonna
“….e poi prima di metterle a letto leggi loro qualche libro!”
In mezzo al mare delle incombenze che hanno i genitori, il momento della lettura ad alta voce assume la forma di un atteso rito giocoso, fatto di poche e semplici linee guida: almeno dieci minuti di pura gioia, fin dai primissimi giorni di vita, tutti i giorni.
In questo articolo troverai:
- Perché leggere ad alta voce?
- Quindi, quali sono i benefici della lettura ad alta voce?
- E allora come leggere un libro ad alta voce?
- Ma quindi posso leggere e rileggere lo stesso libro?
- Leggere testi semplici innesca il processo di riconoscimento delle parole, il primo step della lettura
- Dieci minuti al giorno per aprire nuovi orizzonti
Perché leggere ad alta voce?
Osservo le mie due nipotine arrampicarsi sulla libreria farfugliando titoli strampalati, rovesciando pile di libri e pescando con consapevolezza.
Dov’è Il tortino di mammut???? – sento strillare. Cominciamo con La pipì della zebra?? No dai, prima Grumo e Tino!

“Leggere ad alta voce e parlare di ciò che leggiamo, stimola l’acume dei bambini e favorisce lo sviluppo della capacità di concentrazione, della logica e dell’abilità di esprimersi con chiarezza” (Mem Fox, autrice di Dieci dita alle mani e dieci dita ai piedini)
Ecco, questi sono gli strumenti con cui possiamo motivare i nostri piccoli, a suon di favole, fiabe, racconti e filastrocche.
Quindi, quali sono i benefici della lettura ad alta voce?
Mentre vedo saettare Gisella Pipistrella, Paolona Musona, e ovviamente Il Ciuccio di Nina, mi ritrovo sul divano letteralmente placcata tra loro due, con uno spigolo nel fianco e un libro aperto sulla testa a mò di cappello.

Leggere un albo con le figure aiuta a sviluppare il cervello perché:
- aumenta le capacità cognitive,
- le emozioni condivise arricchiscono la relazione adulto-bambino
- il linguaggio si struttura e si perfeziona
- l’immaginazione stimola la creatività e la curiosità
E allora come leggere un libro ad alta voce?
Comincio dai loro preferiti, ridendo, abbandonandomi al ritmo e alle figure, toccando insieme a loro le “M” di “mamma”, le loro iniziali, le “P” di “papà” o di “pipì”.
Li rileggo una seconda volta, con lo stesso entusiasmo e la stessa intonazione.
La ripetizione e la musicalità infondono sicurezza nei bambini, innescando il miracoloso processo di alfabetizzazione.
Se sbaglio, dico una parola per un’altra, o salto una riga, loro mi correggono all’istante.
Ma quindi posso leggere e rileggere lo stesso libro?
Alla terza rilettura propongo una novità: un albo illustrato divertentissimo, Il grande litigio di Tito e Pepita. Respiro a fondo tutta la tenerezza dei loro musetti incuriositi.
Dò un’intonazione diversa ai due personaggi che si scambiano filastrocche piene di insulti, e in un attimo ridiamo a crepapelle.
Rileggo anche questo più volte, finché diventa nostro, soffermandomi sui disegni per esplorare il non scritto, sulle parole buffe che ripetiamo in coro al momento giusto: “ciabatta!!”.
Le rime facilitano il tutto rendendo le parole nuove più accessibili.
Leggere testi semplici innesca il processo di riconoscimento delle parole, il primo step della lettura
“Adesso questo!” OK. Apro, Tante storie di Pirati, sirene, tesori e…comincio a legg….. quando mi strappano il libro di mano e lo aprono all’ultima pagina, all’indice!
Vedo un micro ditino infilarsi tra le righe e contemporaneamente sento pronunciare “questa: La sirena arrabbiata”.
Sto per svenire. OK calma, ha avuto fortuna penso, stai al gioco. Con decisione mi rivolgo alla più piccola: “E tu, quale vuoi?”.

E lei senza esitare, col dito puntato, “io questa: “Il pappagallo del pirata”. E così facendo leggiamo tutto il libro.
Memoria, autostima, capacità di associazione: quanti stimoli in pochi minuti alla portata di genitori, nonni, bibliotecari, educatori e insegnanti!
Dieci minuti al giorno per aprire nuovi orizzonti
Sono ormai stanchissima: “È ORA DI ANDARE A LETTO!”, proclamo.
Ma loro, indomite: “Adesso leggi questo, però in inglese!”
“Eh, dico, ma è in italiano!”
“Si ma tu leggilo in inglese, come fa Papà.”
E allora provo, mi aggrappo alle figure e ci troviamo in un mondo fatto di “stars” e via via, una manina si stropiccia gli occhi, una testolina affonda nel mio braccio e con un filo di voce sussurro, “good night, little stars”.
Così, insieme a loro, imparo giorno per giorno ad allargare il loro mondo pagina dopo pagina, e a farne delle lettrici.

Per approfondire:
http://www.natiperleggere.it/dieci-buoni-motivi.html









