10 domande a Scott Seegert, autore di “Una scuola galattica”

Quando hai deciso che avresti fatto lo scrittore?

Avevo 40 anni. Un amico mi ha dato un libro di Dave Barry e ho riso talmente tanto mentre lo leggevo che ho capito che volevo far ridere nello stesso modo altre persone.

Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?

Oh, è stato eccitante, davvero, ma non era il sogno di una vita. Ho incontrato la scrittura tardi, quindi in qualche modo l’impatto è stato ridotto. Ma, come ho detto, è stato comunque un momento davvero eccitante!

Hai una kryptonite nella scrittura?

Sì. Un intenso desiderio di guardare Netflix.

I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambino e di adesso.

LIBRI

Bambino: soprattutto fumetti. Hulk, Silver Surfer, MAD Magazine. Amo la combinazione di illustrazione e testo, che è il motivo per cui scrivo libri in cui ci sono anche disegni. Oh, e ovviamente Dr. Suess!

Adulto: non ho particolari preferenze, ma preferisco la fantascienza, l’horror, i libri comici e i thriller.

AUTORI

Bambino: Dr Suess, Stan Lee, e qualsiasi cosa della Marvel.

Adulto: Dave Barry, Robert Crais, Clive Barker

ILLUSTRATORI

Bambino: Dr Suess, Jack Kirby, Don Martin

Adulto: Jack Kirby, Jack Davis, John Buscema

La parte migliore e quella peggiore dell’essere uno scrittore.

La parte migliore: la libertà di organizzare il proprio lavoro.

La parte peggiore: quei giorni in cui scrivi per ore ma poi non va bene niente. E le scadenze.

Come scrittore, cosa sceglieresti come mascot/avatar/spirito animale?

Snoopy

Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato?

Insieme a John Martin, l’illustratore del libro, avevamo appena finito la nostra serie middle grade Vordak The Incomprehensible e volevamo creare un altro libro pieno di personaggi strani e divertenti. Una scuola situata alla fine della Via Lattea, popolata da studenti alieni provenienti da tutte le galassie, centrava in pieno l’obiettivo. John ama disegnare personaggi strambi e robot e simili, e io adoro scrivere di loro.

Da questo libro, come dalla serie Vordak, ho imparato che i libri ben illustrati hanno bisogno di un sacco di sforzi per arrivare al risultato finale. E richiedono l’aiuto di numerose persone piene di talento per essere perfetti, non solo di autore e illustratore.

Raccontaci 3 cose interessanti o folli di te.

Parlo tantissimo con i miei cani e concludo le conversazioni per entrambi.

Sono praticamente un 12enne nel corpo di un 50enne. Potete verificarlo con i miei figli.

Non so digitare. Sono proprio lento!

Se non fossi uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

Il supercattivo. Sono molto più interessanti dei supereroi, e ho allenato la mia risata malvagia nel corso degli anni.

Cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?

John (Martin, illustratore e co-creatore del libro) e io volevamo creare un mondo che non fosse limitato dalla realtà, un mondo pieno di personaggi strani e folli, ambientazioni e situazioni, dove tutto quello che abbiamo sognato poteva prendere vita. Questa era la base per la nostra serie Vordak, ed è anche quello che abbiamo fatto qui, con uno scenario spaziale.

Volevamo anche qualcosa che i ragazzini potessero riconoscere e con cui potessero relazionarsi, in questo caso con il regime scolastico diurno e con tutto quello che lo circonda. Kelvin deve fare i conti con l’essere il nuovo ragazzino della scuola, con l’attenzione non voluta da parte dei bulli, con la lotta di cibo a mensa e con le aspettative che derivano dall’essere “il ragazzo più intelligente dell’universo”, anche se manca la prova concreta di questo fatto.

E, ovviamente, volevamo avere un cattivo. Un cattivo dai poteri inimmaginabili, così cattivo da essere messo in scacco da una bambina di 4 anni, forse per lo sfortunato fatto che è un coniglio di peluche. Ho sempre pensato che un buon cattivo sia la parte più interessante della storia, inclusa questa.

Ho iniziato a scrivere perché volevo far divertire leggendo. Penso anche che sia importante non scendere sotto un determinato livello di humor e comprensione. Se pensi che una cosa non sia divertente, non va messa nel libro. Il soggetto potrebbe essere da ragazzi, ma spero che la scrittura non lo sia.

 

Newsletter

Scelta della lista

Acconsento al trattamento dei dati personali secondo i termini di legge *