10 domande a: Corrie Wang, autrice di "CyberBugie"

Caffeina-dipendente, lettrice vorace e scrittrice ostinata: ecco Corrie Wang, autrice al suo esordio con il romanzo young adult targato HotSpot, CyberBugie. Una storia forte con una protagonista che non si arrende di fronte alle avversità: un po’ come Corrie, che ha dovuto aspettare qualche anno prima di veder realizzato il sogno di pubblicare un romanzo.
Le abbiamo rivolto le nostre dieci domande, scoprendo della sua passione per il cibo giapponese e di cosa le è successo quando si è trovata a gestire ben tre nightclub nel cuore di Manhattan!

Quando hai deciso che avresti fatto la scrittrice?
Non prima della fine del college. Crescendo, sono sempre stata una lettrice forte, ma non ho mai sognato di essere quella che avrebbe messo le parole sulla pagina. Al college, non mi piaceva l’idea di leggere ad alta voce quello che scrivevo, e per questo non ho mai seguito un corso di scrittura creativa. Un giorno, poco dopo la laurea, stavo leggendo un romanzo di John Irving e qualcosa è scattato. Ho pensato “Posso farlo anch’io”. Mi sono messa a lavoro quello stesso giorno.
Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?
Assolutamente! L’intero processo mi sembra ancora surreale e magico. Alcuni scrittori sono molto fortunati e riescono a vendere la prima cosa che scrivono. Ma molti altri scrivono per anni prima di pubblicare un libro. Sono una di questi. Sei così abituata a convivere con i rifiuti, che quasi ti dimentichi alla fine che il risultato è essere pubblicato. Mi sento ancora come se tutto dovesse svanire da un momento all’altro.
Hai una kryptonite nella scrittura?
Sì! Il mio cane, Moose. Venti chili di pura distrazione.
I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambina e di adesso.
Il mio scrittore e illustratore per bambini preferito era Stephen Kellogg. Quando ero una ragazzina, leggevo tutto quello che mi capitava tra le mani, ma soprattutto Stephen King, mentre Nelle pieghe del tempo era la mia serie preferita. (Sì, sì, ho divorato anche Harry Potter.)
Da adulta, leggo tutto ciò che è di Murakami e di Maggie Stiefvater per gli young adult. The Call di Pedar O’Guillin è stata la lettura young adult più recente. Oops, sono un po’ più di tre, vero?
La parte migliore e quella peggiore dell’essere una scrittrice.
Amo scrivere. So che un sacco di scrittori pensano che sia difficile, e ci sono dei momenti in cui penso di aver perso l’ispirazione, ma l’unica cosa brutta dell’essere una scrittrice è non avere abbastanza tempo per farlo.
Come scrittrice, cosa sceglieresti come mascot/avatar/spirito animale?
Questa è facile, una tazza gigante di caffè.
Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato?
Non ricordo la conversazione che ha fatto scattare la scintilla, ma l’idea iniziale per questo libro mi è venuta quando sono stata coinvolta in un appuntamento online (gasp!). Ma sapevo da quando ho iniziato a scrivere che volevo parlare di un gruppo di ragazze che condividono le loro vite. Quando ho iniziato questo libro, ho avvertito come una precisa tendenza nei romanzi young adult, in cui tutti i personaggi principali sono strani, fuori dagli schemi. Ogni volta che un personaggio femminile si dimostra capace, inevitabilmente finisce con l’essere l’antagonista. Così mentre volevo scrivere un libro che sottolineava come i social media stiano distruggendo la nostre vite, volevo anche scrivere un libro che desse forza e coraggio.
Raccontaci 3 cose interessanti o folli di te.
Uno: ho un poco tradizionale furgoncino di cibo giapponese che è stato nominato tra i 50 migliori nuovi ristoranti dalla rivista Bon Appetit nel 2016.
Due: gestivo tre storici nightclub a Manhattan. Una volta ho dovuto licenziare una barista perché aveva rubato migliaia di dollari dalla cassa e l’ultima notte in cui il club era aperto un tizio è stato pugnalato!
Tre: Mio marito e io ospiteremo il food show itinerante di Eater.com.
Se non fossi una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Anche se non sono mai stata particolarmente brava nelle scienze, mi sarebbe piaciuto fare la biologa marina. O la popstar. Una delle due.
Cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?
Grazie per aver impegnato il vostro tempo nel mondo di CyberBugie! E ricordate, proprio come Kyla, con una buona dose di perseveranza potete superare tutte le difficoltà.

#10domande

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