La parola agli illustratori: Brenna Thummler

Quando hai deciso che avresti fatto l’illustratrice?
Ho passato la maggior parte della mia infanzia scrivendo e illustrando storie. Molte di loro erano storie dell’orrore che probabilmente nascevano dalla preoccupazione per i miei insegnanti, mentre altre mi presentavo come una sirena o una principessa. Diventare un’autrice da pubblicare mi ha attirata fin da quando ho scoperto che fosse un vero lavoro, ma mi sembrava un sogno improbabile. La mia etica del lavoro era consapevole di quest’improbabilità così diedi il 200% in tutto ciò che facevo fin dall’età di tre anni. Penso che, però, stavo lottando per qualsiasi successo, e mi tenevo aperta alla forma in cui sarebbe arrivato. Dopo aver illustrato il mio primo graphic novel, la mia mentalità è cambiata: ora ho un piede in casa e una fiera determinazione a scrivere i miei libri. il fuoco che sento dentro di me suggerisce che questo è l’unico sentiero per cui dovrei sempre lottare.

Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?
Penso che sono ancora in uno stato di diniego. Ma per essere onesti, vedere Sheets in libreria o ordinabile non ha avuto quest’effetto travolgente e di cambiamento su di me. Ho passato un anno a guardare questo libro giornalmente, da quando mi alzavo a quando andavo a dormire. Ero consapevole del risultato finale. Vederlo stampato e acquistabile è stato emozionante, certo, ma il momento di cambiamento è arrivato dopo aver visto foto di ragazzi che leggevano il libro: una classe teneva il mio graphic novel, sorrideva e alzava i pollici. Una ragazza con la testa sepolta nelle pagine durante la colazione. Guardare come la mia storia si collegasse a giovani lettori è stata la ricompensa più potente.

Hai una kryptonite nel disegno?
La pagina bianca. Certo, letteralmente e metaforicamente ti implora a creare qualcosa di nuovo, ma è un’intimidazione terribile. è difficile trovare il punto di inizio quando stai per scrivere una storia. C’è molto su cui pensare, molte decisioni da prendere e l’interno processo è travolgente. Apro sul mio computer un lenzuolo pulito e all’istante sento la paura, mi chiedo come sia finita in questo casino. Ma ho trovato alcuni modi per sviare questo timore: ho una lista di domande sui personaggi, sul tema, sull’ambientazione e contrasti che uso come spunto di scrittura. Se ho qualcosa, qualsiasi cosa sulla pagina, anche se non smetto mai di usarlo, è meno intimidatorio.

I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambina e di adesso.
Quei “tre” dovrebbero essere “trecento”. Alcuni dei miei libri preferiti da bambina erano Scary Stories to Tell in the Dark, Outside Over There e la serie Henry and Mudge. Tre dei miei autori preferiti oggi sono Jodi Picoult, Emma Donoghue e John Green. Devo anche citare alcuni dei miei graphic novel preferiti: E la chiamano estate di Jillian e Mariko Tamaki e The prince and the dressmaker di Jen Wang.

L’aspetto positivo e quello negativo dell’essere un’illustratrice.
La parte migliore è avere il controllo totale di un mondo che è totalmente tuo. Scegli il luogo per posizionare i personaggi sulla strada che desideri, li guardi raggiungere successi o tragici fallimenti. È un’incredibile opportunità condividere le tue esperienze con la società, parlare dei problemi che sono importanti per te e collegarti a un pubblico ampio. La parte peggiore è quanto spaventoso e ostile può essere. È una mole di lavoro indescrivibile e c’è un’eterna incertezza. Non sei mai soddisfatto al 100% e pensi quasi sempre “Potevo farlo diversamente”. È difficile sapere che perfino con lo sforzo più forte e appassionato, sarà imperfetto e non piacerà a tutti.

Come scrittrice, cosa sceglieresti come mascotte/avatar/spirito animale?
Un elefante. È tra I mammiferi più empatici, manifestando in modo umano il dolore, la gioia e la rabbia. Gli elefanti hanno legami incredibili e mostrano all’altro la gentilezza e la preoccupazione. Mi batto per raggiungere ciò nella mia scrittura, di non allontanarmi da una narrazione intensa e di avere un contatto con le emozioni più profonde dei miei lettori. Gli elefanti sono guidati da una matriarca e crescono bene in piccoli gruppi di confidenti femminili, è un simbolo fantastico del potere femminile. Inoltre non dormono così spesso.

Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato.
La mia ossessione con le storie di fantasmi è stata forte fin dal primo giorno. Inoltre adoro la nostalgia e gli elementi visivi che arrivano con lei. Una notte stavo pensando al lenzuolo come costume da fantasma e mi sono domandata la sua origine. Se i fantasmi fossero davvero lenzuoli? Come sarebbero le loro vite? Ho sviluppato la storia a un corso universitario di scrittura, ma durante il corso degli anni successivi, avrei imparato che non è così semplice sedersi e scrivere una storia. Ho dovuto creare un intero mondo. Avevo bisogno di capire ogni personaggio e le ragioni per qualsiasi azione. Le loro storie dovevano essere strettamente legate, ma questa malsana complessità doveva essere mascherata da una narrazione concisa e pulita. A parte imparare quanto lavoro ci serve, ho anche scoperto che lo amo.

Raccontaci 3 cose interessanti o folli di te.
Il mio hobby preferito è la danza, e sono esperta di tip tap. Ho cominciato a prendere lezioni all’età di cinque anni e recentemente ho recitato in una produzione locale de La sirenetta (che è un’altra mia ossessione).

Il mio secondo hobby preferito è la musica. Suono diversi strumenti, scrivo canzoni e aspiro a suonare la tastiera in una band femminile indie.

Se vincessi un miliardo di dollari alla lotteria, la mia prima mossa sarebbe trovare un modo per comprare la Casa sulla cascata (Casa Kaufmann) e vivere lì per sempre.

Se non fossi una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Mi terrorizza pensare di essere qualcos’altro. Questa carriera è il 95% di ciò che sono. Se dovessi assolutamente scegliere un’alternativa, mi piacerebbe probabilmente essere una fotografa, un’editor/designer o lavorare in una fattoria lontana dalla civilizzazione. Ma sono totalmente dove dovrei essere.

Cosa vuoi dire ai tuoi lettori?
Grazie di leggere il lavoro di autori internazionali

 

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