10 domande a: Nidhi Chanani, autrice di "Pashmina"

Nidhi Chanani è nata a Calcutta ma ha vissuto (e vive ancora oggi) nel sud della California con il marito, la figlia e due gatti. L’autrice del nostro graphic novel Pashmina ha ricevuto, nel 2012, un’onorificenza dalla Casa Bianca come Champion of Changes per la sua arte… ma questa è soltanto una delle curiosità che ci ha raccontato nell’intervista che segue!

Quando hai capito che volevi diventare una scrittrice?
Ho amato i libri e la lettura fin da quando ero molto giovane. Ho avuto un’infanzia difficile e i libri sono stati la mia consolazione. Per questo motivo penso che volessi diventare un’autrice fin da quando avevo dieci anni.
Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?
Ero a New York per un giorno quando la mia agente mi ha dato in mano la prima copia di Pashmina. Non sapevo che l’avesse così è stato sia una sorpresa che uno shock. Ero colpita da quando fosse piccolo perché mi ci sono voluti quattro anni per completarlo. Ma mi è anche sembrata la taglia perfetta per il mio primo libro.
Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?
Dubitare di me stessa.

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.
Allora, quando ero piccola il mio libro preferito era La bastarda della Carolina, l’autrice Toni Morrison e l’illustratore Jim Davis. Oggi il mio libro preferito è L’interprete dei malanni, il mio autore preferito è Jason Reynolds e l’illustratrice Lorena Alvarez Gomez.
Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?
La parte migliore è incontrare i lettori, i bibliotecari e i librai che amano i libri tanto quanto me. La parte peggiore è dover lasciare la comodità del mio pigiama per incontrarli.
Come scrittore, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?
Assomiglio di più a un gatto. A volte un gatto di casa, a volte una pantera…ma sempre intenzionata a dormire e a raggomitolarsi.
Dove hai trovato l’ispirazione per Pashmina? Ti ha insegnato qualcosa?
È sempre difficile tracciare una linea all’esatta ispirazione dietro una storia. Ci sono linee diverse per Pashmina. Un’esperienza è stata aprire la valigia dei miei genitori dopo il loro viaggio in India quando ero piccola. Gli odori familiari e sconosciuti, i colori e gli oggetti mi lasciarono un segno. Un’altra esperienza è stata andare in India dopo un po’ di tempo con mio marito. I commercianti ci misero addosso delle pashmine innumerevoli volte. Da ciò divertenti teorie sul perché le pashmine venivano date in pegno e le loro origini. Queste esperienza combinate con altre idee hanno formato la magica pashmina.
Ho imparato tanto dalla creazione di questo libro. L’acciaio di cui hai bisogno per rivedere la sceneggiatura è una lezione, ma ho anche corretto le anteprime tre volte quasi per ogni pagina. In totale penso che ogni pagina è stata rivista ovunque dalle otto alle undici volte. Mi ha insegnato la pazienza, per creare un buon libro ci vuole tempo e dedizione. Conoscere le scadenze mi ha insegnato che posso disegnare per più di dieci ore in un giorno e che sono abbastanza fortunata ad avere una famiglia che lo accetta. Mi ha insegnato che i fumetti nascono dall’amore. Devi amare la forma, scorrere e disegnare gli stessi personaggi per anni. Mi ha insegnato come pianificare, fare le giuste domande al mio editor e ai primi lettori. C’è di più…finalmente, mi ha confermato che voglio continuare a creare personaggi e racconti che non sono rappresentati spesso. Se potrò farlo per il resto della mia carriera, sarò felice.Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.
Sono sposata con un americano italo-portoghese. Sono diventata direttrice generale di un’associazione no profit all’età di 25 anni. Sono vegetariana da sempre.
Se non fossi diventata una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Sarei una scrittrice di viaggi o una critica di hotel e/o cibo.
Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori?
Grazie per avere preso il mio libro e spero che vi piaccia!

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