Da sempre appassionata di scrittura, Janet Tashjian è ormai da anni un’affermata scrittrice per ragazzi, capace di creare mondi divertenti e coloratissimi come quello di Sticker Girl, che nasce proprio dalla vivacità della sua autrice. Janet e la protagonista di Sticker Girl, Martina Rivera, ci dimostrano quanto forte possa essere il potere dell’immaginazione e della fantasia, per permettere di uscire dal proprio guscio e vincere la timidezza. Scopriamo qualcosa in più di Janet con le nostre dieci domande!
Quando hai deciso che avresti fatto la scrittrice?
Mi è sempre piaciuto creare delle storie. Da bambina, avevo sempre la penna in mano. È una parte concreta dello scrivere per me, scrivo tutto a mano, su bellissimi quaderni fatti artigianalmente – di solito in Italia!
Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?
Non c’è niente come vedere il tuo primo libro sugli scaffali di una libreria. Il primo firmacopie che ho fatto – quasi venti anni fa – è stata alla Borders Bookstore a Rhode Island. La mia insegnante di letteratura del liceo ha letto dell’evento sul giornale ed è venuta a complimentarsi con me. Non la vedevo dai tempi della scuola; renderla orgogliosa è stato davvero molto importante.
Hai una kryptonite nella scrittura?
Credo che il rimandare sia la kryptonite di tutti gli scrittori! Come tutti, faccio del mio meglio per non perdere tempo. Cioccolata e caffè aiutano.
I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambina e di adesso.
Penso che Lois Lowry sia una dea con la penna in mano! Da bambina mi piaceva leggere l’Encyclopedia Brown di Donald Sobol. E Jack Gantos ha scritto per decenni tantissimi libri divertenti per bambini.
La parte migliore e quella peggiore dell’essere uno scrittore.
La parte migliore: ridere a crepapelle per qualcosa che hai scritto che non esiste nel mondo reale nel momento stesso in cui la scrivi.
La parte peggiore: non avere abbastanza tempo per raccontare tutte le storie che vorresti.
Come scrittrice, cosa sceglieresti come mascot/avatar/spirito animale?
Un cane. Scrivo meglio quando ho il mio intorno.
Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato?
Inizio sempre i miei libri facendomi la domanda “E se?”. E se fossi una bambina che va matta per gli sticker? E se ricevessi degli sticker magici che prendono vita? Dopo questo, creo i personaggi e faccio in modo che si divertano. Quello che ho imparato da Sticker Girl è che una bambina timida può trovare la sua strada grazie all’immaginazione.
Raccontaci 3 cose interessanti o folli di te.
Ho una collezione di teste di bambole.
Faccio i ghiaccioli in casa.
Posso indovinare il titolo della canzone che sta passando in radio con le prime tre note.
Se non fossi una scrittrice, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Qualcosa legato al design – architetto, designer d’interni o tessile. Penso che i miei libri abbiano una struttura architettonica, in qualche modo.
Cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?
Se Google Traduttore non sbaglia: “continuate a leggere!”.
#10domande
