Destinazione: avventura! Consigli, proposte e un decalogo per la tua estate!

Di Lucia Stipari 

Qualche tempo fa a me e Pierdomenico Baccalario è venuta l’idea di scrivere un libro di cose da fare in vacanza. Non cose qualsiasi: avventure. Solo che io non avevo mai scritto un libro (mentre lui ne ha scritti molti) e, soprattutto, io non sono per niente avventurosa (mentre lui sì, o in ogni caso più di me). In altre parole: io sono fifona, lui è coraggioso. Allora mi è venuto qualche dubbio. Aveva senso? Ce l’avrei fatta? Non lo sapevo. Poi però mi sono detta: fa niente, mi butto.

Così ho capito che cos’è l’avventura: qualcosa di ignoto e imprevedibile, che fa un po’ paura, ma è una paura che non ti blocca, come un piccolo brivido prima di tuffarsi.

In effetti, le caratteristiche mie e di Pierdomenico, paura e coraggio, sono proprio gli ingredienti fondamentali di ogni avventura: non c’è avventura senza (almeno un pizzico di) rischio.

Quando impari a prenderti i rischi giusti e a dosare bene paura e coraggio, l’avventura diventa magica: non solo è il grimaldello che ti apre le porte del mondo là fuori, ma ti fa anche conoscere te stesso, i tuoi limiti e come sei fatto davvero. Spesso ti svela – sorpresa! – lati di te che nemmeno sapevi di avere, belli o brutti che siano.

C’è un racconto di James Joyce che amo molto (si intitola Un incontro) in cui c’è una frase perfetta da questo punto di vista: “Nella realtà, le avventure non capitano a chi se ne sta a casa, bisogna andare a cercarsele fuori”.

Ecco perché un libro sull’avventura non dev’essere solo da leggere, dev’essere un libro di cose da fare (così poi avrete anche qualcosa da raccontare).

La prima, comunque, è provare a buttarsi, come ho fatto io.

 

Trova nuovi amici

Se sei timido (come me), quest’avventura potrebbe risultare difficile. Se invece non lo sei (come Pierdomenico) non solo ti farai subito un sacco di amici ma diventerai anche il capo della banda. In ogni caso, i nuovi amici in vacanza sono importanti, perché insieme ci si diverte di più.

Per i timidi: se hai fratelli o sorelle puoi provare a usarli come apripista (non usare mai i genitori!). Se questo metodo non funziona e nessuno ti ha ancora invitato a unirti al gruppo, fai un bel respiro, vai lì e prova a dire: “Ciao, posso giocare anch’io?”. Non preoccuparti, sembrano alieni ma sono proprio come te.

Per i meno timidi: vai dai tuoi futuri nuovi amici e di’: “Ciao, conosco un gioco bellissimo, vi va di giocare?”. A quel punto ti conviene avere davvero un gioco bellissimo da proporre. O, al limite, un bel pallone.

Costruisci un rifugio

Un rifugio è il tuo posto speciale, quello dove gli adulti non possono entrare! Scegli un luogo pianeggiante e asciutto, senza troppi insetti e riparato (ma non piazzarti sotto un albero solitario, potrebbe attirare i fulmini). Puoi tendere un telo e legarlo tra due alberi con una corda, oppure andare alla ricerca di rami per costruire un teepee – la tenda degli indiani d’America –, da ricoprire con ramoscelli e foglie. Puoi anche trasformare in rifugio un anfratto già esistente, però prima controlla che non sia la casa di qualche animale!

Impara a far rimbalzare i sassi sull’acqua

A far rimbalzare un sasso una volta magari sono capaci tutti, ma il record è di 88 volte – lo detiene Kurt Steiner, detto “The Mountain Man” – e già arrivare a 3 o 4 non è per niente facile. È tutta una questione di fisica. Già, quella disciplina scientifica secondo cui la forza di grav… ok, non facciamola tanto lunga. Ecco come si fa: scegli il sasso giusto, piatto e leggero; impugnalo tenendo l’indice sul bordo; mettiti di profilo rispetto all’acqua e abbassati leggermente sulle ginocchia; lancia usando polso e indice per imprimere al sasso un movimento rotatorio (stando molto attento a non colpire nessuno!). Se non ci riesci, vai in Pennsylvania da Kurt Steiner. Se ci riesci, vai a Easdale, in Scozia, dove ogni anno si tengono i campionati mondiali di rimbalzello.

Esplora una grotta

Le grotte sono luoghi oscuri dove non batte mai il sole. Sono antri spaventosi dove abitano mostri e draghi. Ma, se fai un po’ di luce e ci entri senza disturbare, scoprirai che sono pieni di meraviglie: stalattiti e stalagmiti dalle forme bizzarre, impronte preistoriche, resti di ossa di mammuth e animali come il proteo, un piccolo anfibio senza occhi (al buio non gli servono!) e con la pelle bianca come il latte. Non andarci mai da solo, però: segui le visite guidate condotte da speleologi esperti!

ORA TOCCA TE! 

Raccontaci la tua avventura estiva più bella scrivendo a: ufficiostampa@editriceilcastoro.it

Puoi inviarci foto, video, disegni.. quello che vuoi tu! E noi lo racconteremo sui nostri profili social 🙂

Ci rivediamo a settembre!

Il Manuale delle 50 Avventure – in vacanza!
di Pierdomenico Baccalario , Lucia Emilia Stipari
Illustrazioni di AntonGionata Ferrari

Ehi! Un’ultima cosa…
Tu lo sai chi ha inventato le vacanze?

I primi a inventarsi il concetto di ozio sono stati gli antichi Romani, che trascorrevano il tempo libero alle terme o nelle ville in campagna. Essere in vacanza vuol dire proprio questo: avere del tempo libero. Deriva dal latino vacare, che vuol dire “essere vuoto”. Ed è il momento migliore per l’avventura, perché non solo c’è un sacco di tempo, ma è anche un tempo diverso dal solito, e quindi più stimolante.

E per iniziarle al meglio serve il
Decalogo del perfetto vacanziere!

1) Non vai a scuola, quindi non pensarci. Hai altri compiti, qui.

2) Esplora i luoghi dove passerai le tue vacanze.

3) Non perdere tempo, altrimenti quando inizi a divertirti devi già tornare.

4) Resta fuori di casa il più possibile.

5) Cerca di passare il minor tempo possibile con quelli*.

6) Parla invece con quegli altri**, anche se ti può costare una figuraccia.

7) Stai alla larga dagli schermi più che puoi. Li usi sempre, a casa, in auto, e a scuola quando non te li requisiscono. Cambia stile: sei in vacanza.

8) Fatti la tua routine. E poi mandala a monte. Sei in vacanza!

9) Buttati. Non rinunciare a fare una cosa difficile prima di aver provato.

10) L’ultima regola… fattela da solo. Noi ce ne andiamo in vacanza!

* Quelli, quando noi andavamo in vacanza alla tua età, erano i genitori o i nonni o gli adulti responsabili. Quelli, insomma, che possono decidere per te.

** Quegli altri sono invece quelle tizie e quei tizi che sembrano proprio della tua età e che non conosci ancora, ma dovresti.

BUONA ESTATE PIENA DI AVVENTURE!!!
Lucia

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