Per una mappatura affettiva degli oggetti essenziali: un progetto per ragazzi e adulti

Dal nuovo racconto di Francesco D’Adamo La traversata, una proposta di riflessione per ragazzi e adulti, partendo da una domanda: “E tu, cosa metteresti nel tuo zainetto per un lungo viaggio?”

Lo zainetto: un simbolo

Lo spunto da cui è nato La traversata è in quelle immagini che abbiamo visto tutti, la scia di poveri oggetti disseminati lungo le strade dei migranti, quelle magliette taroccate, quelle ciabatte sfondate, quelle confezioni di medicinali – gli stessi che usiamo noi, ovviamente. E quegli zaini persi sulle spiagge, buttati a riva dal mare, e gli zainetti dei bambini coi peluche, i quaderni, le confezioni di merendine – le stesse che mangiano i nostri bambini, ovviamente.

Lo zaino sta diventando uno dei simboli di quest’epoca disgraziata, un’icona direbbe qualcuno. Una vita e una speranza di sopravvivenza schiacciate e compresse in uno spazio drammaticamente limitato. Quello è, più roba che tanto non ci sta.

E tu, cosa metteresti nel tuo zainetto?

La lettura de La traversata può diventare un’occasione per interrogarsi, per creare uno scambio di riflessione per i ragazzi, e anche per gli adulti. Che cosa metteresti nel tuo zainetto se dovessi partire per un viaggio verso l’ignoto? Che cosa è più importante portare con sé in un viaggio che non si sa quando avrà fine, tra mare e deserto, tra caldo e gelo, tra pioggia e arsura, tra fughe e infinite attese che si apra uno spiraglio, che cosa ti sarà più utile là dove arriverai, in una tenda, in un precario dormitorio chiuso da sbarre, in una stanza condivisa con altri in una periferia che non sai?

Come si fa a dire a un bambino: prepara il tuo zainetto, domani si parte?
Che cosa ci metto dentro? Il pallone per tirare quattro calci appena si può. Ma occupa lui solo quasi tutto lo spazio. La playstation? Non ci sta, e poi è davvero così importante? È più importante un’altra felpa per quando farà freddo o un ricordo della casa che lasci? Un paio di calzettoni o il quaderno di scuola? Due magliette o una bottiglia di sabbia calda raccolta davanti casa? Un libro? Le merendine? Le mutande? Uno sciocco oggetto che ti rimanda a un giorno felice? Una bambola senza i capelli? Un cappuccio per quando piove?
Tutto non ci sta. Scegli.

Riempire uno zainetto è l’occasione per riflettere sulla vera importanza degli oggetti, su cosa è essenziale e cosa no, su cosa conta davvero e cosa no, su cosa ti riempie davvero la pancia e ti dà conforto e cosa invece è solo un’abitudine, una cosa così, che puoi anche farne a meno. Ti obbliga a guardare le cose in maniera diversa.

E tu, che cosa metteresti nel tuo zainetto?

Proposta per insegnanti, librai, educatori, per riflettere con i ragazzi

  • Leggete il libro con i ragazzi e realizzate i vostri zainetti, a seguito di una riflessione collettiva sugli oggetti davvero indispensabili.
  • Si può usare un vecchio zainetto trovato nel ripostiglio di casa, lo si può costruire con un qualunque materiale, oppure cucire, dipingere e decorare.
  • Ognuno può riempirlo con quello che vuole: con gli oggetti veri, con oggetti in miniatura, con disegni, lettere, poesie, con cose utili o con cose apparentemente inutili. Massima libertà. Deve essere però il proprio zainetto, quello che si porterebbe con sé in un lungo viaggio verso l’ignoto.
  • Invia alla casa editrice le foto degli zainetti realizzati dai ragazzi: contribuirete a un grande progetto nazionale di mappatura affettiva degli “oggetti essenziali” che sarà condiviso sui canali social e sul sito de
    Il Castoro.

Perché preparare gli zainetti

• Perché è una splendida occasione per riflettere tutti assieme sul reale valore delle cose.
• Perché è l’occasione per riflettere sugli zainetti veri, quelli che il mare getta sulle nostre spiagge e su cosa significano.
• Perché preparare uno zainetto diventa allora un gesto di presenza e di solidarietà, un modo per dire: non siamo indifferenti.
• Perché il lavoro di preparazione diventa un insegnamento di Educazione Civica.

Gli adulti possono partecipare? CERTO!

Chiunque può prendere parte all’iniziativa e contribuire a creare la mappatura affettiva degli oggetti essenziali: puoi condividere una foto, un video, una riflessione sui social utilizzando l’hashtag #glioggettiessenziali o inviando i materiali alla casa editrice, indicando nome, luogo in cui si vive, ed età.

Gli oggetti essenziali dei ragazzi e degli adulti che prenderanno parte al progetto confluiranno in una grande mappa online in cui sarà possibile ritrovarsi, nei propri oggetti… e, forse, anche in quelli degli altri.

Per aderire al progetto, e condividere il materiale fotografico:

> Usa l’hashtag #glioggettiessenziali

> Oppure invia a: ufficiostampa@editriceilcastoro.it | Tel. 02.29513529

 

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